Allarme WWF sul Pescespada al DDT

Allarme WWF sul Pescespada al DDT

Allarme pesce spada al ddt lanciato dal Wwf e Università di Siena: su 29 campioni di pesce spada prelevati nel Mar Tirreno sono stati rilevati in tutto 15 tipi di sostanze tossiche. Per la prima volta sono stati trovati ritardanti di fiamma nel pesce spada.

Ecco le informazioni chiave sulla ricerca: *Pesce spada* : Si chiama Xiphias gladius e deve il suo nome al lungo rostro appiattito, simile ad una spada, che può misurare fino ad un terzo della sua lunghezza, formato dal prolungamento della mascella superiore. I denti sono piccoli o assenti, poiché si nutre prevalentemente di cefalopodi, ma anche di pesci, uccisi proprio con il rostro.

Predatore pelagico generalmente solitario, può raggiungere i 4,5 metri di lunghezza e i 500 kg di peso, anche se nel Mediterraneo le dimensioni sono spesso inferiori. Possiede una grande tolleranza alle differenze di temperatura (da 5° a 27°). Si trova in tutto il mondo, diffuso nelle zone tropicali, subtropicali e temperate di tutti gli oceani, oltre a Mediterraneo, Mar Nero, Mar di Marmara e Mar d'Azov. *Veleni*: Lo studio condotto dal professor Silvano Focardi dell'Università' di Siena ha analizzato 29 campioni di tessuto muscolare ed epatico, valutando la contaminazione da 28 sostanze chimiche. In tutto sono 15 le sostanze tossiche riscontrate, in particolare ritardanti di fiamma bromurati (bfr) e pesticidi organoclorurati come l'hcb (esaclorobenzene) e il pp-dde (un metabolita del ddt).
 
I ritardanti di fiamma bromurati, veleni di nuova generazione e autentica novità nel panorama delle sostanze tossiche in mare, sono utilizzati nelle sostanze plastiche, tessili, nei circuiti elettronici e in altri materiali per prevenire la combustione accidentale. I pesticidi organoclorurati (ocp) più comuni sono il ddt e l'hcb. Il ddt e' una sostanza chimica sintetizzata negli anni '40, utilizzato come insetticida contro una vasta gamma di insetti, in particolare contro la zanzara anofele, veicolo della malaria, e in campo agricolo. Caratterizzato da elevata tossicità ad alta persistenza, il ddt permane a lungo nel suolo, dove viene degradato in dde e ddd, che arriva a contaminare le acque di superficie. Ddt e dde si accumulano nelle piante e tessuti grassi di pesci, 'uccelli e altri animali.
Messo al bando in molti Paesi del mondo, fra cui la Ue, viene però ancora utilizzato in alcuni Paesi in via di sviluppo. L'hcb e' un idrocarburo di sintesi utilizzato in diverse applicazioni, da ingrediente nei fungicidi a sottoprodotto dell'incenerimento dei rifiuti urbani. Nonostante il divieto in diversi Paesi come fungicida, dati europei ufficiali mostrano come la maggiore fonte di emissione sia l'utilizzo in campo agricolo. Oltre ad essere un distruttore endocrino e' un possibile cancerogeno per l'uomo.
 
Dove vanno i veleni: La contaminazione di inquinanti organici persistenti (pop) e' diffusa in tutto il mondo e riguarda esseri umani, fauna e flora. Gli ecosistemi marini, tra cui il Mar Mediterraneo, rappresentano i recettori finali in cui si concentrano la maggior parte delle sostanze chimiche inquinanti. La regione del Mediterraneo, a causa del limitato ricambio idrico, risulta estremamente sensibile all'accumulo di sostanze inquinanti.

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