Introduzione al Glossario del Cambiamento Climatico

Il cambiamento climatico è ormai una realtà dei giorni nostri destinata ad accentuarsi in futuro. Pur riducendo le nostre emissioni, dovremo adattarci a cambiamenti inevitabili e imparare a vivere con un clima modificato.

Intense precipitazioni e ondate di calore sono una delle conseguenze già evidenti del mutamento del clima. L'innalzamento del livello del mare metterà a rischio quanti vivono in prossimità della costa; la siccità avrà un impatto negativo sulle principali colture agricole; le condizioni climatiche influiranno pesantemente sullo stato di salute in molte regioni e biodiversità ed ecosistemi subiranno perdite considerevoli.

Gli impatti economici e sociali non potranno essere sottovalutati. Per ampliare le conoscenze scientifiche sono nate nuove discipline di ricerca e nuovi termini specifici vengono utilizzati per descrivere  nuovi fenomeni.

Conoscere questo linguaggio specifico, associato a significati precisi e che a volte associa nuovi significati a termini già in uso, è essenziale per comprendere in modo adeguato il cambiamento climatico. L’idea di realizzare un glossario dei cambiamenti climatici nasce da questa necessità che si è resa evidente man mano che il progetto “Cambiamenti climatici ed Ecosistema marino” andava avanti.

Con il glossario si è tentato di costruire un lessico comune, un linguaggio comprensibile ma rigoroso e scientificamente fondato, per comprendere le questioni dibattute e approfondire criticamente e scientificamente il cambiamento climatico, gli impatti e le politiche di adattamento e mitigazione. Per ciascuna delle voci presenti nel Glossario si è riportata la traduzione inglese per  sottolineare come i cambiamenti climatici siano un fenomeno globale e più in generale perché i nuovi termini che entrano nel lessico italiano, in particolare in campo ambientale, arrivano direttamente  dalla lingua inglese.

Lo scopo del progetto che ha condotto alla produzione del Glossario, oltre a sensibilizzare, vuole essere quello di supportare gli studenti all’orientamento universitario avvicinandoli ai vari ambiti della Ricerca espressi nelle definizioni presentate, oltre che aiutarli nelle attività di studio, attraverso spunti per approfondimenti. Occorre fare chiarezza su fenomeni e concetti, come l’esistenza dei cambiamenti climatici e la loro origine principalmente antropica, che per la scienza sono ormai certi. In futuro gli studenti di oggi, cittadini di domani, potranno essere chiamati ad esprimersi in merito a progetti di carattere tecnologico e sociale e sarà fondamentale che essi siano in grado di comprendere ed esprimersi  con  termini  specifici e idee ponderate.

A

    ABLAZIONE (Ablation of Glaciers, Ice Sheets, or Snow Cover)

    É il processo che riduce la massa di un ghiacciaio, una calotta glaciale o un manto nevoso. Il consumo della neve e del ghiaccio che costituiscono i ghiacciai si compie in superficie, o sul fondo, o nell'interno stesso della massa ghiacciata, e consiste in processi di fusione e di evaporazione diretta. Importanza preminente sull'ablazione ha la radiazione solare diretta. Ablazione particolarmente intensa si ha nelle giornate di föhn. Anche altri processi come la sublimazione e la perdita di neve spazzata dal vento o l'acqua di pioggia possono contribuire all'ablazione. Una certa fusione di ghiaccio sarebbe anche prodotta dal movimento stesso del ghiacciaio, col calore sviluppato per attrito interno e di fondo. Nelle regioni polari i ghiacciai che sboccano in mare e galleggianti vengono a consumarsi attivamente solo a contatto dell'acqua marina.

    ACCORDO DI PARIGI (Paris Agreement)

    È stato adottato nel dicembre 2015 a Parigi, nella 21a sessione della Conferenza delle Parti (COP) dell'UNFCCC.  [Uno degli obiettivi dell'accordo di Parigi è "mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali e possibilmente entro 1,5°C, per ridurre i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici”. L'accordo mira a rafforzare la capacità dei paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici.

    ACIDIFICAZIONE (Ocean Acidification)

    È l’aumento dell’acidità delle acque oceaniche causata principalmente dall’assorbimento dell’anidride carbonica di origine antropica presente nell’atmosfera. Circa un quarto della CO2 presente nell’atmosfera va a finire negli oceani dove si dissolve combinandosi con l’acqua di mare e generando acido carbonico (H2CO3). Quindi, all'aumento di CO2 nell'atmosfera corrisponde un incremento di quella disciolta nell'acqua marina e un aumento dell’acidità. 
    L'acidità si misura attraverso la scala del pH che va da zero (sostanza molto acida) a 14 (sostanza "basica”). Il pH naturale degli oceani è circa 8.2, ma si prevede una diminuzione di 0.4 unità entro l’anno 2100. L’acidificazione è quindi il processo di riduzione del pH degli oceani sul lungo periodo, calcolato su numerosi decenni. Il problema sta nel fatto che anche piccoli cambiamenti del pH possono avere conseguenze devastanti a cominciare dai molteplici effetti sull'ecosistema marino.
    L'aumento dell’acidità sta causando lo sbiancamento dei coralli, rendendo più difficile la costruzione dello scheletro delle barriere coralline, che sono l'habitat di almeno un quarto di tutte le specie marine note. Oltre ai coralli, i mitili, le ostriche e tutti quegli organismi marini dotati di un guscio di carbonato di calcio (CaCO3) sono ostacolati nel processo di costruzione delle proprie conchiglie. Scompare anche il plancton calcareo che, a sua volta, è l'alimento principale di organismi più complessi, con effetti sulla catena alimentare. Non esistono attualmente metodi per ridurre artificialmente l’acidificazione globale degli oceani. Occorre ridurre le emissioni antropogeniche.

    ADATTAMENTO (Adaptation)

    È il processo di adeguamento al clima attuale o previsto e ai suoi effetti, al fine di moderare i danni o sfruttare opportunità benefiche, di facilitare per gli ecosistemi naturali l'adattamento al clima reale e ai suoi effetti, di aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilità delle persone e degli ecosistemi ai cambiamenti climatici. Ad esempio, la costruzione di argini più resistenti e dighe marine più alte, l’uso di sementi che producono raccolti più resistenti, permettono di gestire gli “effetti climatici collaterali”. Le strategie e le misure di adattamento possono essere strutturali, istituzionali, ecologiche o comportamentali.
    Molti paesi nel mondo stanno già sviluppando strategie nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici.

    AEROSOL (Aerosol)

    Una sospensione di particelle solide o liquide trasportate dall'aria, con una dimensione tipica tra pochi nanometri e 10 micrometri, che risiedono nell'atmosfera per almeno alcune ore. Gli aerosol, termine che comprende sia le particelle che il gas di sospensione, possono essere di origine naturale o antropogenica. Possono influenzare il clima direttamente attraverso la dispersione e l'assorbimento delle radiazioni, e indirettamente agendo come nuclei di condensazione delle nuvole o al momento del deposito su neve o superfici coperte di ghiaccio, alterando il loro albedo e contribuendo al feedback sul clima.

    AGENTI PATOGENI (Pathogens)

    Agenti patogeni sono microorganismi responsabili dell'insorgenza della condizione di malattia nell'organismo ospite. L’innalzamento delle temperature in molti casi favorisce le condizioni per la trasmissione dei microrganismi patogeni da regioni geografiche ad altre prima inadeguate alla loro moltiplicazione, con un maggior rischio di diffusione di malattie e aumento della virulenza dei patogeni.

    ALBEDO (Albedo)

    È la frazione di luce o, più in generale, di radiazione solare incidente, riflessa in tutte le direzioni da una superficie o da un oggetto. Essa indica dunque il potere riflettente di una superficie.
    Le nuvole, la neve e il ghiaccio di solito hanno un’alta albedo (circa l’80-90%). Anche la vegetazione nella stagione secca e/o nelle zone aride può presentare albedo elevata (circa il 30-40%), mentre gli oceani hanno un’albedo più bassa. L'albedo della Terra cambia principalmente attraverso vari cambiamenti di nuvolosità, neve, ghiaccio, area fogliare e copertura del suolo.
    L’albedo costituisce il meccanismo principale di retroazione (feedback) del riscaldamento globale.

    ANIDRIDE CARBONICA (Carbon Dioxide)

    È un gas presente in natura. Il diossido di carbonio (CO2) è anche un sottoprodotto della combustione di combustibili fossili (come petrolio, gas e carbone) e di biomasse, dei cambiamenti nell'uso del suolo e dei processi industriali (ad esempio, produzione di cemento). È il principale gas serra antropogenico (GHG: Green House Gas) che influenza l'equilibrio radiativo della Terra.
    È il gas di riferimento rispetto al quale vengono misurati altri GHG e quindi ha un potenziale di riscaldamento globale (GWP: Global Warming Potential) pari a 1.

    ANTROPICO (Anthropic)

    Derivante o prodotto da attività umane.

    ANTROPOCENE (Anthropocene)

    L’epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana.

    ARPA

    Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente. Ciascuna Regione ha costituito la propria Agenzia. Le 19 ARPA regionali, le due APPA (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente) delle province autonome di Trento e Bolzano e ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) compongono il Sistema nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) istituito dalla legge 132/2016.

    ATMOSFERA TERRESTRE (Atmosphere)

    È l'involucro di gas che circonda il pianeta Terra, trattenuto dalla forza di gravità. È diviso in cinque strati: la troposfera, che contiene metà dell'atmosfera terrestre, la stratosfera, la mesosfera, la termosfera e l'esosfera, che è il limite esterno dell'atmosfera.
    È quasi interamente composta da azoto (N2; 78,1%) e ossigeno (O2; 20,9%), insieme a tracce di gas come argon ed elio e gas serra come l'anidride carbonica (CO2), e l'ozono (O3). Inoltre, l'atmosfera contiene il vapore acqueo in quantità altamente variabili, nuvole e aerosol.

B

    BARRIERA CORALLINA (Coral Reef)

    La barriera corallina è un ecosistema sottomarino composto da formazioni rocciose costruite dalla sovrapposizione nel corso del tempo degli scheletri calcarei dei coralli, animali polipoidi. Il corallo delle barriere coralline tropicali, vive in acque calde e poco profonde, perché in strettissima simbiosi con alghe che lo nutrono, favorendo la costruzione del tipico scheletro calcareo, e che hanno bisogno di luce per poter svolgere la fotosintesi. Le barriere coralline di acqua fredda si trovano in tutto il mondo, principalmente a profondità comprese tra 50 e 500 m. In entrambi i tipi di barriera corallina, i coralli crescono spesso su materiale più vecchio, morto, costituito principalmente da carbonato di calcio (CaCO3). Le barriere coralline sia di ambiente caldo che freddo supportano un'elevata biodiversità e sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici.

    Il riscaldamento globale ne mette a dura prova la sopravvivenza. L’incremento della temperatura marina ne causa lo sbiancamento (bleaching)  a causa della perdita delle alghe simbionti e, di conseguenza, la morte.

    BILANCIO ENERGETICO (Energy balance)

    Il bilancio energetico Sole-Terra rappresenta l'equilibrio tra l'energia che la Terra riceve dal Sole e l'energia che la Terra irradia nello spazio esterno dopo essere stata distribuita tra atmosfera, idrosfera(acqua), criosfera (ghiaccio), biosfera (esseri viventi),  suolo e sottosuolo.
    La radiazione che la Terra riceve dal Sole viene in parte riflessa dalle nubi e dalle aree coperte da neve e ghiaccio (albedo) e in parte, il 65% circa, assorbita dall’atmosfera e dalla superficie terrestre. Per la curvatura terrestre le aree prossime all’equatore assorbono più radiazione solare di quelle alle alte latitudini e per compensare lo squilibrio tra la quantità di calore in eccesso ai tropici e quella nelle regioni polari, l'evaporazione e la circolazione oceanica, la convezione, le precipitazioni e i venti intervengono a spostare il calore verso i poli.
    La superficie terrestre scaldandosi emette a sua volta energia sotto forma di calore (o radiazione infrarossa) e, su tempi lunghi, la Terra si approssima alle condizioni di equilibrio radiativo, in cui l'energia solare in ingresso è bilanciata da un uguale flusso di calore verso lo spazio.
    In questa condizione, la temperatura media globale si mantiene relativamente stabile,  ma  qualsiasi forzante in grado di agire su questo bilancio di energia, può portare a una modifica della temperatura globale.
    La situazione attuale mostra un flusso di calore in uscita inferiore al totale delle radiazioni solari entranti e un accumulo di calore nel sistema Terra che causa l’aumento della temperatura media del pianeta.
    Le variazioni della temperatura sulla superficie dovute al bilancio energetico della Terra non si verificano istantaneamente per l'inerzia degli oceani e della criosfera, fino a quando non interviene un nuovo stato di equilibrio tra radiazioni e risposta climatica.

    BIODIVERSITÀ (Biodiversity)

    È la varietà di organismi viventi, nelle loro diverse forme e nei rispettivi ecosistemi. I cambiamenti climatici influiscono in modo significativo sulla biodiversità causando profonde trasformazioni e anche fenomeni di estinzione di specie. Il riscaldamento globale rappresenta la minaccia più pervasiva che incombe sulla biodiversità, considerato che variazioni di temperatura anche minime possono condurre a trasformazioni irreversibili.
    Agli effetti prodotti dal cambiamento climatico sulla biodiversità, si aggiungono gli effetti negativi dovuti all’inquinamento, all’eccessivo sfruttamento delle risorse, alla frammentazione degli habitat, alla modificazione degli usi del suolo e, in ambiente marino, all’interferenza delle attività umane anche attraverso l’aumento dello sforzo di pesca.

C

    CALOTTA GLACIALE (Ice Sheet)

    Le masse di ghiaccio terrestre di dimensioni continentali, la cui estensione è superiore ai 50.000 km², sono denominate calotte glaciali. Formatesi attraverso l'accumulo e la compattazione della neve per migliaia di anni, scorrono verso il basso da un altopiano centrale con una piccola pendenza della superficie. La maggior parte del ghiaccio viene scaricato direttamente in mare o in banchi di ghiaccio che galleggiano sul mare. Ci sono solo due calotte glaciali nel mondo moderno, una in Groenlandia e l’altra in Antartide.

    CAMBIAMENTI CLIMATICI (Climate Change)

    Cambiamenti nello stato del clima, ovvero variazioni di uno o più variabili ambientali e climatiche nei loro valori medi (temperature, pressione, precipitazioni, nuvolosità), che persistono per un lungo periodo, in genere decenni o più.
    I cambiamenti climatici possono essere dovuti a processi naturali interni o a forzanti esterne come modulazione dei cicli solari, eruzioni vulcaniche e cambiamenti persistenti nella composizione dell'atmosfera o nell'uso del suolo, dovuti alle attività dell’uomo.
    La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) fa una distinzione tra i cambiamenti climatici attribuibili alle attività umane che alterano la composizione atmosferica e la variabilità climatica attribuibile a cause naturali.

    CAROTA GLACIALE (Ice Core)

    Cilindro di ghiaccio del diametro di 6-12 centimetri, ricavato attraverso operazione di carotaggio dei ghiacciai o delle calotte polari. Lunga anche alcuni chilometri la carota può fornire utili indicazioni sul clima del passato, dalla analisi delle microscopiche bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio. I gas imprigionati nelle carote riportano numerose indicazioni su diverse variabili atmosferiche, quali temperatura, composizione dell'aria, radiazione solare oltre ad eventi straordinari come eruzioni vulcaniche.
    Dai carotaggi è stato inequivocabilmente messo in evidenza l’aumento senza precedenti dei gas a effetto serra negli ultimi 100 anni.

    CAROTAGGI POLARI (Ice Coring)

    Il carotaggio è il prelievo di campioni di ghiaccio in profondità dai ghiacciai polari, effettuato tramite macchine rotative, dette carotieri, attrezzate con lame e resistenze riscaldate per sciogliere il ghiaccio.
    Questa tecnica permette, attraverso analisi chimiche molto analitiche del ghiaccio ottenuto (carota di ghiaccio), di acquisire informazioni sul clima e sulla composizione dell’atmosfera fino ad epoche molto remote (200.000-250.000 anni fa ed oltre).
    La lunghezza delle carote determina il numero di anni che si possono studiare. Il carotaggio in Antartide presso la Base Vostok o grazie al progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) sul Plateau Antartico, ha permesso agli scienziati di ricavare informazioni fino a 800.000 anni fa.

    CICLO DEL CARBONIO (Carbon Cycle)

    È il termine utilizzato per descrivere il flusso di Carbonio (sotto varie forme, per esempio come anidride carbonica, carbonio nella biomassa, carbonio dissolto nell’oceano) attraverso l'atmosfera, gli oceani, la biosfera terrestre e marina, la litosfera. Il flusso di Carbonio si misura in miliardi di tonnellate di Carbonio (GtC - Giga tons of Carbon).

    CICLO IDROLOGICO (Hydrological Cycle)

    Il ciclo in cui l'acqua evapora dall'oceano, dagli altri ambienti acquatici e dalla superficie terrestre, viene trasportata sulla Terra in circolazione atmosferica come vapore acqueo, si condensa per formare nuvole e poi cade sull'oceano e terra come pioggia o neve. Sulla terra può essere intercettata da alberi e vegetazione, si accumula potenzialmente come neve o ghiaccio, fornisce deflusso sulla superficie terrestre, si infiltra nei suoli, ricarica le acque sotterranee, scarica in corsi d'acqua e, infine, scorre negli oceani come fiumi, ghiacciai polari e calotte glaciali, da cui alla fine evaporerà ancora. Esiste un’alta probabilità che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale producano un aumento della evaporazione e della precipitazione causando un’intensificazione del ciclo idrologico, con un conseguente aumento della intensità delle precipitazioni e diminuzione degli eventi piovosi, fino ad un generale aumento del verificarsi di eventi estremi.

    CLIMA (Climate)

    Il clima viene definito come la media statistica di grandezze fisiche rilevanti (come temperatura, pressione, precipitazioni, vento, ecc.) nel corso di un lungo periodo di tempo (di solito 30/40 anni) relativamente a un’area di interesse.
    La differenza tra “tempo meteorologico” e “clima” è sostanzialmente la scala temporale considerata e si può dire che il clima è costituito dalle sequenze temporali di eventi meteorologici in un lunghissimo arco di tempo.

    COMBUSTIBILI FOSSILI (Fossil Fuels)

    Sono combustibili derivanti dalla trasformazione naturale, sviluppatasi in milioni di anni, di sostanza organica in forme più stabili e ricche di Carbonio.
    Provengono da giacimenti di idrocarburi fossili, tra cui carbone, petrolio e gas naturale e costituiscono fonti energetiche non rinnovabili.

    CURVA dI KEELING (Keeling Curve)

    È un grafico che descrive l’accumulo di diossido di carbonio all’interno dell’atmosfera basato su misure in continuo effettuate dall’osservatorio di Mauna Loa, sull’isola delle Hawaii dal 1958 a oggi. Prende il nome dallo scienziato Charles David Keeling.
    Lo scienziato cominciò a monitorare la composizione dell’atmosfera, mostrando come la concentrazione di CO2 fosse in costante aumento. La concentrazione di CO2 in atmosfera ha avuto un aumento del 30% in meno di 60 anni, passando da 315 ppm (parti per milione) nel 1958 a più di 400 ppm nel 2017.

D

    DECARBONIZZAZIONE (Decarbonisation)

    La decarbonizzazione è la riduzione progressiva dell’uso di combustibili  fossili per produrre energia, passando all’utilizzo di fonti energetiche contenenti sempre meno Carbonio, così da eliminare  il rilascio di CO2 in atmosfera.
    Rappresenta il processo attraverso il quale Paesi o altre entità intendono realizzare un'economia low-carbon.

    DEFORESTAZIONE (Deforestation)

    È la distruzione o la netta riduzione di boschi e foreste o di altri tipi di vegetazione da parte dell'uomo o a causa principalmente delle attività umane. Le foreste, invece, giocano un ruolo fondamentale nella mitigazione del clima come bacini di assorbimento del Carbonio presente in atmosfera.
    Alberi e foreste sottraggono infatti CO2 dall’atmosfera trasformandola, attraverso la fotosintesi, in Carbonio che “immagazzinano” nella biomassa viva, nel legno morto, nella lettiera e nel suolo.
    Abbattendo le foreste la CO2 contenuta nel legno viene rilasciata nell'atmosfera, alimentando in tal modo l'effetto serra.
    Il ruolo delle foreste è perciò significativo nell’assorbimento del Carbonio atmosferico e la loro protezione è di fondamentale importanza per il futuro dell’umanità.

    DEOSSIGENAZIONE DEGLI OCEANI (Ocean Deoxygenation )

    È la perdita di ossigeno nell'oceano. Il riscaldamento degli oceani accelera il metabolismo degli organismi e innalza la richiesta e il loro consumo di ossigeno. Inoltre, a causa dell’aumento della stratificazione verticale della colonna d'acqua, causata dal riscaldamento in superficie, si rallenta la diffusione e la miscelazione dell'ossigeno. La circolazione più lenta delle masse d’acqua nelle profondità riduce ulteriormente l'apporto di ossigeno.
    La deossigenazione può anche essere esacerbata dall'aggiunta di nutrienti in eccesso nella zona costiera, rendendo alcune parti dell’oceano totalmente inadatte alla vita marina.

    DESERTIFICAZIONE (Desertification)

    È la degradazione del suolo in aree aride o semi-aride dovuta a diversi fattori, incluse le variazioni climatiche e le attività umane.
    Consiste nella riduzione o nella perdita di produttività e complessità biologica di terreni coltivabili, per effetto degli usi del suolo o di processi che derivano anche dalle attività umane e dagli insediamenti abitativi, come l'erosione del suolo, il deterioramento delle sue proprietà fisiche, chimiche, biologiche e la perdita di vegetazione naturale.

E

    ECOSISTEMA (Ecosystem)

    È l’unità funzionale costituita dagli organismi viventi, dall’habitat in tutte le sue componenti fisiche e chimiche e dalle complesse interazioni al suo interno.
    I confini di un ecosistema possono variare nel corso del tempo. Gli ecosistemi sono annidati in altri ecosistemi, e la loro scala geografica ed ecologica può variare dal molto piccolo all'intera biosfera. La maggior parte degli ecosistemi comprende l'uomo come organismo chiave o è influenzata dagli effetti delle attività umane.

    EFFETTO SERRA (Greenhouse Effect)

    È un fenomeno naturale di regolazione della temperatura della Terra, che consiste nell'accumulo all'interno dell’atmosfera di una parte dell'energia termica proveniente dal sole, per effetto della presenza di alcuni gas, detti appunto "gas serra".
    Il termine "effetto serra" deriva dall'errata analogia con quanto avviene nelle serre per la coltivazione dove però l'aumento di temperatura è dovuto all'assenza di convezione (una modalità di trasferimento del calore) e non all'intrappolamento dell'energia radiante.
    Questo intrappolamento è dovuto al fatto che l’atmosfera, trasparente per la maggior parte della radiazione solare costituita da onde corte ultraviolette e visibili, assorbe invece la radiazione infrarossa.
    L’assorbimento è dovuto principalmente al vapore acqueo, alle nuvole e ai cosiddetti “gas serra”, come l’anidride carbonica e il metano. La superficie della Terra assorbe la radiazione incidente e riscaldandosi emette radiazioni infrarosse che tornano nuovamente in atmosfera. Perciò, la maggior parte dell’emissione della superficie terrestre è assorbita dall’atmosfera e in parte riflessa verso la superficie terrestre che assume così via via una temperatura superiore.
    In virtù dell’effetto serra la temperatura superficiale media della Terra, che in assenza di atmosfera scenderebbe a −18 °C, è attualmente di circa +15 °C.
    Questo effetto ha garantito sulla superficie della Terra una temperatura di equilibrio compatibile con lo sviluppo della vita.
    Tuttavia l’aumento di concentrazione di CO2 in atmosfera, dovuto all’uso di combustibili fossili, ha accentuato l’effetto serra provocando un innalzamento della temperatura media della superficie terrestre, con danni ambientali difficilmente controllabili.

    EFFICIENZA ENERGETICA (Energy Efficiency)

    È la capacità di un sistema di ottenere un dato risultato utilizzando meno energia rispetto ad altri sistemi detti a minor efficienza.
    Efficienza energetica indica dunque la capacità di riuscire a “fare di più con meno”, adottando le migliori tecnologie/tecniche disponibili sul mercato e un comportamento più consapevole e responsabile verso gli usi dell’energia. Questo implica uno sfruttamento più razionale dell'energia, eliminando sprechi dovuti alla produzione, al funzionamento e alla gestione.  Oggi il 60% dell’energia prodotta viene persa durante i processi di produzione, trasporto e uso, con considerevole emissione di CO2.  La riduzione dei gas clima-alteranti passa attraverso l’efficienza energetica da realizzare a tutti i livelli, con lo scopo di recuperare parte dell’energia dispersa durante i processi attraverso fumi di scarico e vapore, riutilizzandola in altri processi termici o cedendola all’esterno per teleriscaldamento.

    EMISSIONI ANTROPOGENICHE (Anthropogenic Emissions)

    Le emissioni dei gas serra causati dalle attività umane. Queste attività includono l'impiego di combustibili fossili, deforestazione, cambiamenti di uso del suolo, allevamento del bestiame, uso di fertilizzanti, gestione dei rifiuti e processi industriali.

    ESPOSIZIONE (Exposure)

    La presenza di persone, mezzi di sussistenza, specie biologiche o ecosistemi, funzioni, servizi e risorse ambientali, infrastrutture o beni economici, sociali culturali in luoghi e ambienti che potrebbero essere influenzati negativamente.
    Esposizione e vulnerabilità caratterizzano il valore dell’impatto di un evento di cambiamento climatico e quindi del rischio ad esso associato.

F

    FEEDBACK (Feedback)

    È un meccanismo di retroazione che accelera o rallenta il riscaldamento globale. Infatti, può essere positivo o negativo.
    Il feedback positivo è un meccanismo che si rafforza autonomamente amplificando l'effetto del riscaldamento, mentre il feedback negativo è un meccanismo moderatore.
    Il feedback del vapor d’acqua è un feedback positivo. Temperature più alte causano una maggiore evaporazione dagli oceani e dal suolo e un maggior contenuto di vapor d’acqua in atmosfera. Aumenta l’effetto serra e quindi il riscaldamento che aumenta il contenuto di acqua in atmosfera e così via in un processo di accelerazione del riscaldamento globale.
    Un altro esempio di feedback positivo è l'effetto albedo del ghiaccio. La riduzione della copertura di ghiaccio per l’aumento delle temperature, riduce la riflettività della superficie che assorbe così più radiazione solare e si riscalda ulteriormente, riducendo le masse glaciali e, di conseguenza, amplificando il riscaldamento.
    Inoltre vi sono fattori moderatori dei mutamenti climatici. Uno di essi è l'effetto degli organismi fotosintetici (fitoplancton, alghe e piante) e dell’oceano che rimuovono la CO2 dell’atmosfera attraverso la fotosintesi e la soluzione nelle acque oceaniche.
    Un processo di feedback che può essere positivo o negativo è quello legato alle nubi. Nubi alte e sottili hanno un feedback positivo, mentre nubi basse e spesse riducono il riscaldamento.

    FORZANTI CLIMATICHE (Climate Forcings)

    Sono fattori che influenzano il clima generando un cambiamento nel sistema climatico. Detti anche drivers del cambiamento climatico, sono fattori esterni che alterano il bilancio energetico del pianeta, tra la radiazione solare in entrata e la radiazione infrarossa in uscita, che regola la temperatura superficiale terrestre. L’effetto dell’azione di ogni driver sull’equilibrio radiativo si misura generalmente con una grandezza definita forzante radiativa.
    Il clima cambia nel tempo sotto l’azione di forzanti climatiche naturali e antropiche.
    Tra le forzanti naturali c’è la variazione dell’intensità della radiazione solare e le grandi eruzioni vulcaniche. Tra le forzanti antropiche c’è l’aumento di gas serra di origine antropica, soprattutto CO2 e la modifica dell’uso del suolo.
    Dall’inizio dell’era industriale la forzante radiativa della componente antropica è stata dominante rispetto a quella naturale.

G

    GAS SERRA (Greenhouse Gases - GHG)

    Sono gas presenti nell'atmosfera, che sono trasparenti alla radiazione solare in entrata sulla Terra, ma riescono a trattenere, in maniera consistente, la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre, dall'atmosfera e dalle nuvole.
    Possono essere di origine sia naturale che antropica, e assorbono ed emettono nello spettro della radiazione infrarossa.
    Vapore acqueo (H2O), anidride carbonica  (CO2),  protossido di azoto (N2O),  metano (CH4) ed Ozono (O3) sono i gas serra principali. Oltre a questi ci sono gas serra rilasciati in atmosfera di origine esclusivamente antropica, come gli alocarburi, tra i quali i clorofluorocarburi (CFC).
    L’uso di fonti fossili come carbone, gas e petrolio, le attività industriali e la deforestazione, gli allevamenti intensivi di animali hanno causato un’autentica impennata delle emissioni di questi gas. L’anidride carbonica, che presenta un forte assorbimento nell’infrarosso, in particolare è prodotta in tutti i fenomeni di combustione utilizzati per le attività umane ed è la principale imputata del riscaldamento globale.
    Il primo accordo internazionale che ha stabilito una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra, per fermare il riscaldamento globale, è stato il protocollo di Kyoto del 1997.

    GHIACCIAI CONTINENTALI (Glaciers) (vedi anche Calotta glaciale)

    Sono masse perenni di ghiaccio formatesi dall’accumulo e compattazione della neve ad altitudini o latitudini elevate e che contengono tracce di sostanze o elementi (aria, detriti, materia organica) del passato o del presente. Le masse di ghiaccio terrestre di dimensioni continentali, la cui estensione è superiore ai 50.000 km², sono denominate calotte glaciali. Un ghiacciaio in genere guadagna massa per accumulo di neve e perde massa per ablazione cioè per fusione o per allontanamento di settori di ghiacciaio. Il ghiacciaio infatti è una entità dinamica in lento movimento, che si sposta sotto la pressione del suo peso o per deformazioni interne, verso quote più basse. Gli unici ghiacciai continentali attuali sono in Antartide e in Groenlandia e sono le calotte che costituiscono circa l'80% della Groenlandia e il 90% dell'Antartide. Nella parte centrale, che corrisponde alla zona di accumulo, il ghiacciaio continentale raggiunge il suo massimo spessore che può essere superiore ai 3000 metri.
    I ghiacciai continentali scendono verso il mare con ramificazioni terminali in tutte le direzioni.
    Una delle manifestazioni del riscaldamento globale è la riduzione dei ghiacciai. Data l’enorme quantità di acqua immagazzinata, lo scioglimento dei ghiacci potrebbe contribuire ad un forte innalzamento del livello del mare.

    GHIACCIAI MARINI (Marine Glaciers)

    Sono spesse masse di ghiaccio galleggianti che si formano laddove un ghiacciaio o una calotta di ghiaccio, giunti in corrispondenza della costa, si diffondono oltre, spingendosi fin sulla superficie dell'oceano: si trovano esclusivamente in Canada, Groenlandia e nell'Antartide.
    Lo scioglimento di ghiacciai marini galleggianti, dovuto al riscaldamento delle acque, non contribuisce all’aumento del livello del mare (principio di Archimede).
    La superficie dei ghiacci marini nelle regioni polari è detta Banchisa (sea ice o ice shelf). Dagli orli esterni della banchisa si staccano lastroni che galleggiano, e che spesso per le correnti marine si ammassano e si accavallano. Questa distesa di ghiacci mobili sull’acqua marina è detta Pack.

    GHIACCIAI MONTANI (Mountain Glaciers)

    Si formano ad alte quote per l'accumulo di neve nelle depressioni montane. Il progressivo accumulo ed ispessimento può portare alla discesa a valle del ghiaccio in una sola lingua glaciale (glacial tongue). Altre lingue secondarie possono affiancarsi alla principale. Dal fronte del ghiacciaio partono torrenti formati dalle acque di fusione.
    La maggioranza dei ghiacciai montani è in fase di recessione a causa del riscaldamento globale. Il fenomeno dello scioglimento di questi ghiacciai ha importanti conseguenze sulla disponibilità di acqua dolce per milioni di persone.

H

    HOT SPOT (Hot Spot)

    Un’ area geografica caratterizzata da alta vulnerabilità ed esposizione ai cambiamenti climatici.
    Tra gli hot spot o zone calde del cambiamento climatico c’è l’area del Mediterraneo, il Centro America e gli Stati Uniti Sud-Occidentali, ma la zona calda per eccellenza è l’Artico dove si sono raggiunti i 20° di temperatura.

I

    ICEBERG (Iceberg)

    Sono enormi blocchi di ghiaccio galleggianti sul mare che, a causa del moto ondoso e delle maree, si distaccano dalle lingue di quei ghiacciai che si spingono fino al mare. Si originano soprattutto in Antartide e in Groenlandia e sono costituiti da acqua dolce. Il ghiaccio che li forma è molto compresso e pesante, tanto che per circa 4/5 sono immersi nel mare.

    IMPATTI dei CAMBIAMENTI CLIMATICI (Climate Change Impacts)

    Sono gli effetti degli eventi meteorologici e climatici estremi e dei cambiamenti climatici, sui sistemi naturali e umani. Gli impatti generalmente si riferiscono agli effetti su persone, abitazioni, salute, ecosistemi, beni e risorse economiche, sociali e culturali, servizi (inclusi quelli ambientali) e infrastrutture. Sono dovuti all'interazione dei cambiamenti climatici o degli eventi climatici pericolosi che si presentano entro uno specifico periodo di tempo, e alla vulnerabilità di una società o di un sistema esposti ai cambiamenti climatici stessi.
    Le conseguenze dei cambiamenti climatici sui sistemi geofisici, compresi alluvioni, siccità e innalzamento del livello del mare, rappresentano un sottoinsieme di impatti denominati impatti fisici.

    INCERTEZZA (Uncertainty)

    Espressione del grado di incompletezza col quale un valore (ad esempio, lo stato futuro del sistema climatico) è conosciuto. L’incertezza può derivare dalla mancanza di informazioni o dal disaccordo su ciò che è conosciuto o anche conoscibile. L’incertezza può essere rappresentata da misure quantitative (ad esempio, un intervallo di valori calcolati da diversi modelli) o da dichiarazioni qualitative (ad esempio, che riflettono il giudizio di un gruppo di esperti).

    INDIVIDUAZIONE E ATTRIBUZIONE (Detection and Attribution)

    L’individuazione del riscaldamento globale è definita come il processo di dimostrazione tramite test statistici che il clima è cambiato, pur senza fornirne una causa. Il cambiamento viene identificato come tale se la probabilità che esso sia dovuto alla sola variabilità interna è molto piccola, ad esempio <10%. L'attribuzione è il processo di valutazione dei contributi di molteplici fattori causali al cambiamento ed è espressa con una stima formale del livello di confidenza.
    Un gran numero di studi di attribuzione, con sofisticati modelli di simulazione del clima, ha dimostrato con probabilità superiore al 95% che, la causa del riscaldamento globale, dalla metà del 20mo secolo in poi, è l’aumento di concentrazione di gas serra di origine antropica e che la probabilità che si tratti di un evento di variabilità naturale è minima.

L

    LIVELLO MEDIO DEI MARI (Mean Sea Level)

    È il livello della superficie degli oceani in uno specifico punto, mediato su un periodo di tempo prolungato, come un mese o un anno. Il livello medio del mare è spesso utilizzato come dato di riferimento nazionale per il calcolo delle altezze terrestri.
    A causa del riscaldamento globale l'altezza del livello del mare si sta modificando per lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali, o a seguito di espansione termica delle acque oceaniche. L’acqua infatti riscaldandosi si espande, come nel caso dei gas, e date le grandi masse degli oceani, questa espansione sia pure bassa contribuisce all’innalzamento del livello del mare.
    Dall’inizio del 20mo secolo il livello del mare globale è salito di 19 cm con una incertezza di +/- 2 cm.
    A livello locale si registra una grande eterogeneità, dovuta chiaramente alle differenti caratteristiche delle masse d’acqua e delle altre variabili che regolano il livello del mare.

M

    MERIDIONALIZZAZIONE (Southernization)

    La meridionalizzazione del mar Mediterraneo è la tendenza degli organismi marini tipici delle coste meridionali del mar Mediterraneo ad ampliare o spostare il proprio areale verso regioni più settentrionali dove in precedenza erano assenti o molto rari.
    Il fenomeno in questione è stato collegato con il riscaldamento globale, perché negli ultimi 15-20 anni si è assistito ad un incremento delle presenze di organismi di acque calde nei bacini settentrionali dei mari italiani.

    MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI (Climate Change Mitigation)

    Intervento umano per ridurre le emissioni o migliorare la rimozione dei gas a effetto serra (GHG).
    La mitigazione interviene sulle cause del cambiamento climatico con tecnologie, processi o pratiche che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’attività dell’uomo per evitare che il riscaldamento superi la “soglia di pericolo” (i.e. > 2°C).
    Tecnologie per le energie rinnovabili, processi di minimizzazione dei rifiuti, pratiche ecosostenibili di trasporto pubblico, riduzione dell’uso di combustibili fossili, sono misure di mitigazione che mirano alla riconversione energetica verso fonti a minori emissioni di Carbonio.

    MODELLO CLIMATICO (Climate Model)

    È la rappresentazione numerica del sistema climatico, in grado di descriverne matematicamente il suo comportamento in dipendenza delle complesse interazioni e processi di feedback fra atmosfera, oceani, biosfera, criosfera e l’interazione con la sfera umana. Il sistema climatico può essere rappresentato da modelli di complessità variabile che forniscono una rappresentazione del sistema climatico globale e regionale. I modelli climatici sono impiegati come strumenti di ricerca per studiare e simulare il clima, o con finalità operative, incluse le previsioni climatiche su base mensile, stagionale e interannuale.

P

    PERMAFROST (Permafrost)

    È il terreno (suolo o roccia, incluso ghiaccio e materiale organico) che rimane a 0° C o meno per almeno due anni consecutivi. Si noti che il permafrost è definito dalla temperatura anziché dal contenuto di ghiaccio.
    Il permafrost più profondo è spesso progressivamente meno ricco di ghiaccio e risponde più lentamente al riscaldamento rispetto al permafrost vicino alla superficie.
    Lo scongelamento del permafrost dovuto al riscaldamento globale può verificarsi nel corso di decenni.
    Il permafrost contiene al suo interno grandi quantità di Carbonio organico, circa il doppio rispetto a quello presente in atmosfera, risultato di millenni di accumulo di piante e animali morti che non si sono decomposti. Al disgelo la materia organica viene decomposta e rilascia in atmosfera pericolosi gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) destinati ad accelerare ancor di più il riscaldamento globale.

    PIATTAFORMA DI GHIACCIO (Ice Shelf)

    Enorme lastra galleggiante di ghiaccio di solito leggermente inclinata e di notevole spessore che si estende dalla costa, risultante dal flusso di calotte glaciali, inizialmente formate dall'accumulo di neve. Quasi tutte le piattaforme di ghiaccio si trovano in Antartide, dove la maggior parte del ghiaccio scaricato nell'oceano scorre appunto attraverso le piattaforme di ghiaccio.

    PREVISIONI METEOROLOGICHE (Weather Forecast)

    La previsione meteorologica o previsione del tempo è la previsione dello stato dell'atmosfera (tempo atmosferico) in un tempo futuro ed in una data località.
    Oggi per determinare le condizioni future si usano diffusamente modelli di previsione matematici che descrivono il comportamento dell’atmosfera partendo dallo stato iniziale, con l’obiettivo di prevedere l’evoluzione delle sue caratteristiche, cioè venti, temperatura, pressione, densità e contenuto di vapor d’acqua con nuvolosità e precipitazione, su scale temporali di giorni, date le sue condizioni attuali. L’affidabilità delle previsioni meteo è migliorata in questi ultimi anni, con un orizzonte temporale di 4-5 giorni.

    PROIEZIONI CLIMATICHE (Climate Projection)

    Una proiezione climatica è una previsione climatica su scala temporale di decine di anni, che cerca di prevedere le evoluzioni del clima in risposta a cambiamenti nelle forzanti esterne (gas serra antropici o intensità della radiazione solare). Le condizioni iniziali hanno un ruolo minore nella evoluzione del clima su tempi lunghi. Si parla perciò di proiezioni climatiche o di “scenario” e non di previsioni. Una proiezione climatica è la simulazione, effettuata con l’uso di modelli climatici globali, dell’evoluzione del clima in risposta ad uno scenario di emissioni future o a cambiamenti nelle forzanti esterne. Le proiezioni climatiche sono diverse dalle previsioni meteo per la loro dipendenza dallo scenario di emissione utilizzato, a sua volta basato sulle ipotesi riguardanti, per esempio, i futuri sviluppi socio-economici e tecnologici che potrebbero essere realizzati o no.

    PROTOCOLLO DI KYOTO (Kyoto Protocol)

    È uno dei più importanti strumenti giuridici internazionali volti a combattere i cambiamenti climatici, che fa seguito alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC: United Nations Framework Convention on Climate Change). Esso contiene gli impegni dei Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di alcuni gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento del pianeta.

    PUNTO DI NON RITORNO (Tipping Point)

    È il livello di cambiamento nelle proprietà del sistema oltre il quale un sistema si riorganizza, spesso in modo non lineare, e non ritorna allo stato iniziale anche se i driver del cambiamento vengono ridotti.
    Per il sistema climatico, il termine si riferisce a una soglia critica alla quale il clima globale o regionale cambia da uno stato stabile a un altro stato stabile. Il collasso della circolazione globale oceanica per un forte riscaldamento, il completo scioglimento della massa dei ghiacci, la scomparsa delle foreste potrebbero essere esempi di tipping point.

R

    RESILIENZA (Resilience)

    La capacità di un sistema socio-ecologico di far fronte a un evento pericoloso, o ad anomalie, reagendo o riorganizzandosi in modi che ne preservano le sue funzioni essenziali, l'identità e la struttura, mantenendo tuttavia anche le capacità di adattamento, apprendimento e trasformazione.

    RESISTENZA (Resistency)

    La capacità di un ecosistema di resistere a cambiamenti provocati da fattori di disturbo.

    RISCALDAMENTO GLOBALE (Global Warming)

    È l’aumento della temperatura media globale della superficie (GMST: Global Mean Surface Temperature) osservato su un periodo di 30 anni, o su un periodo di 30 anni incentrato su un determinato anno o decennio, espresso rispetto ai livelli preindustriali. Per i periodi di 30 anni che attraversano anni passati e futuri, si presume che l'attuale tendenza al riscaldamento continui.

    RISCHIO (Risk)

    Le potenziali conseguenze negative associate ad un evento. Il rischio è frequentemente rappresentato come la probabilità di accadimento di un evento o trend pericoloso moltiplicato per gli impatti in caso tali eventi o trend accadano.
    Nel contesto del cambiamento climatico, i rischi possono derivare da potenziali impatti di esso e dalle risposte umane ai cambiamenti climatici. Le conseguenze avverse rilevanti includono quelle su vita, mezzi di sussistenza, salute e benessere, beni e investimenti economici, sociali e culturali, infrastrutture, servizi (compresi i servizi ecosistemici), ecosistemi e specie.
    Il rischio risulta dall’interazione tra la vulnerabilità, l’esposizione e la sorgente di pericolo. I pericoli, l'esposizione e la vulnerabilità possono essere soggetti a incertezza in termini di entità e probabilità di accadimento.

S

    SCENARI CLIMATICI (Climate Scenarios)

    Uno scenario climatico è una rappresentazione plausibile e spesso semplificata del clima futuro, basata su un insieme di relazioni climatologiche, per lo studio delle potenziali conseguenze dei cambiamenti climatici antropogenici.

    SCENARI DI EMISSIONE (Emission Scenarios)

    Una rappresentazione plausibile del futuro sviluppo delle emissioni di sostanze radiative potenzialmente attive (ad esempio, gas serra e aerosol), sulla base del cambiamento tecnologico e dello sviluppo demografico e socio economico. Gli scenari sono utilizzati come input per i modelli climatici per calcolare le proiezioni climatiche.

    SENSITIVITÀ (Sensitivity)

    Il grado con cui un sistema o una specie sono influenzati, sia sfavorevolmente che in modo benefico, dalla variabilità climatica o dai cambiamenti climatici. L’ effetto può essere diretto (per esempio, un cambiamento nella resa dei raccolti in risposta a un cambiamento della media, del range e della variabilità della temperatura) o indiretto (per esempio, i danni causati da un aumento della frequenza di inondazioni costiere, dovute all’ innalzamento del livello del mare).

    SERVIZI ECOSISTEMICI (Ecosystem Services)

    Sono i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano, cioè processi ecologici e funzioni, aventi valore monetario e non, per gli individui o, in generale, per la società. Sono frequentemente classificati come:

    • servizi di supporto alla vita (come la produttività o il mantenimento della biodiversità),
    • servizi di approvvigionamento (come la produzione di cibo, acqua potabile, materiali o combustibile),
    • servizi di regolazione (come regolazione del clima e delle maree, depurazione dell'acqua, impollinazione e controllo delle infestazioni, sequestro o stoccaggio del Carbonio),
    • servizi culturali (come il turismo o l'arricchimento spirituale ed estetico).
    SISTEMA CLIMATICO (Climate System)

    Il sistema climatico è il sistema altamente complesso costituito da cinque componenti principali: atmosfera, idrosfera, criosfera, litosfera, biosfera, e le interazioni fra essi. Il sistema climatico evolve nel tempo sotto l’influenza di proprie dinamiche interne e per effetto di forzanti esterne, come eruzioni vulcaniche, variabilità solare e forzanti antropogeniche come la variazione di composizione dell’atmosfera e il cambiamento di uso del suolo.

    SISTEMI DI ALLERTA PRECOCE (Early Warning System)

    L’insieme delle capacità necessarie per produrre e diffondere informazioni di allerta tempestive e significative, per consentire agli individui, alle comunità e alle organizzazioni minacciate da un rischio, di prepararsi ad agire prontamente e in maniera adeguata, in modo da ridurre la possibilità di danni o perdite.

    SVILUPPO SOSTENIBILE (Sustainable Development)

    Sviluppo che va incontro ai bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni.

T

    TEMPERATURA SUPERFICIALE MEDIA GLOBALE (Global Mean Surface Temperature - GMST)

    È la media globale stimata delle temperature dell'aria vicine alla superficie sul ghiaccio terrestre e marino e della temperatura della superficie del mare (SST: Sea Surface Temperature) sulle regioni oceaniche libere dal ghiaccio, in un periodo di riferimento specificato.
    Dall’inizio del secolo (1910) la temperatura globale si è innalzata di poco più di un grado centigrado.

    TEMPO METEOROLOGICO (Meteorological Weather)

    Insieme dei fenomeni che hanno luogo nell’atmosfera terrestre in un dato istante o su scale temporali brevi. Il tempo meteorologico è, quindi, una successione di fenomeni atmosferici dalla durata molto limitata, dell'ordine di ore o di qualche giorno: ad esempio, il vento, le formazioni delle nubi, le precipitazioni.
    La causa principale del tempo meteorologico risiede nella differenza di riscaldamento della superficie terrestre tra l’equatore e i poli.

    TROPICALIZZAZIONE (Tropicalization)

    Per tropicalizzazione si intende il processo di insediamento in Mediterraneo di specie provenienti da aree tropicali o sub-tropicali. Provenienti dal Mar Rosso o dalle coste africane dell'Oceano Atlantico o, diversamente, dallo scarico incontrollato delle acque di zavorra delle navi cisterna, alcune di queste specie hanno soppiantato le specie autoctone e vengono comunemente pescate e commercializzate mentre, altre sono altamente tossiche e pericolose.

    TROPOSFERA (Troposphere)

    È la fascia sferoidale aeriforme dell'atmosfera che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre, di spessore variabile a seconda della latitudine.
    I fenomeni del tempo meteorologico avvengono nella troposfera che contiene la quasi totalità del vapore acqueo atmosferico.
    Le stime di temperatura in troposfera dagli anni ’70 indicano un riscaldamento in linea con quello della superficie terrestre. Il riscaldamento della troposfera è un’ulteriore evidenza del riscaldamento globale.

U

    UNEP (United Nations Environment Program)

    Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, è un'organizzazione internazionale, con sede a Nairobi, che opera dal 1972 contro i cambiamenti climatici a favore della tutela dell'ambiente e dell'uso sostenibile delle risorse naturali.

    UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change)

    La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici è una convenzione internazionale adottata nel maggio 1992 a Rio de Janeiro nella conferenza mondiale dei capi di Stato sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED: United Nations Conference on Environment and Development). L'obiettivo finale della Convenzione è "la stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico". Le disposizioni della Convenzione sono perseguite e attuate da due trattati: il Protocollo di Kyoto e l'Accordo di Parigi.

    USO DEL SUOLO E CAMBIAMENTO DI USO DEL SUOLO (Land Use and Land Use Change – LULUC)

    Il termine "uso del suolo" si riferisce al complesso di disposizioni e attività messi in atto nell’uso del suolo (urbanizzazione, infrastrutture, edilizia). Il termine uso del suolo è inoltre impiegato nel senso di "fini sociali ed economici" per i quali un terreno è amministrato e gestito (per esempio, pascolo, raccolta di legname, tutela e conservazione).
    Con il termine "cambiamento di uso del suolo" ci si riferisce a un cambiamento nell'uso o nella gestione del suolo da parte dell'uomo, che potrebbe portare a un cambiamento della copertura del suolo. Le trasformazioni da un uso ‘naturale’ (quali foreste e aree umide) ad un uso ‘semi-naturale’ (quali coltivazioni) o ‘artificiale’ (quali edilizia, industria, infrastrutture), oltre a determinare la perdita di suolo fertile, causano frammentazione del territorio, riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico.
    I cambiamenti di copertura e uso del suolo potrebbero avere impatti sul clima, a livello locale o globale.

V

    VARIABILITÀ CLIMATICA (Climate Variability)

    La variabilità climatica si riferisce alle deviazioni di alcune variabili climatiche da un dato stato medio. La variabilità può essere dovuta a processi naturali interni al sistema climatico (variabilità interna) o a variazioni delle forzanti esterne naturali o antropogeniche (variabilità esterna).

    VULNERABILITÀ (Vulnerability)

    La propensione o la predisposizione di un sistema ad essere influenzato negativamente. La vulnerabilità comprende la sensibilità o la suscettibilità al danno e la mancanza di capacità di far fronte e adattarsi. Un contributo allo sviluppo del fenomeno è dato dai mutamenti climatici in corso.

W

    WMO (World Meteorological Organization)

    L'organizzazione meteorologica mondiale è una organizzazione intergovernativa di carattere tecnico, che si occupa di meteorologia e che comprende 191 Stati membri e Territori.

Z

    ZONE MORTE (Dead Zones)

    Le "zone morte" sono aree estese di mare caratterizzate da  ipossia o anche anossia in casi estremi e abbandonate dalle specie marine.
    L'agricoltura intensiva e le acque reflue non trattate scaricano l'eccesso di azoto e fosforo sulla costa, determinando l’eutrofizzazione che conduce ad aumento di fitoplancton e altre macroalghe (Bloom algali e mucillagini). La decomposizione di tutta questa materia organica e l’aumento della temperatura causano il consumo della maggior parte dell'ossigeno disciolto nell'acqua provocando la formazione di aree in cui per gli organismi aerobici è impossibile sopravvivere.
    Zone morte si trovano nei mari europei parzialmente chiusi, quali il Mar Baltico e il Mar Nero.

Bibliografia essenziale

IPCC, 2019: Annex I: Glossary [Weyer, N.M. (ed.)]. In: IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate [H.-O. Pörtner, D.C. Roberts, V. Masson-Delmotte, P. Zhai, M. Tignor, E. Poloczanska, K. Mintenbeck, A. Alegría, M. Nicolai, A. Okem, J. Petzold, B. Rama, N.M. Weyer (eds.)]. In Press
IPCC Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate
Changing Ocean, Marine Ecosystems, and Dependent Communities Chapter 5Rivista Arpae –Ecoscienza 5/2018; Ecoscienza 5/2013
https://ipccitalia.cmcc.it/
AA.VV. LIFE Master Adapt (2019): Linee Guida, Principi e Procedure Standardizzate per l’Analisi Climatica e la Valutazione della Vulnerabilità a livello Regionale e Locale – MASTER ADAPT