I fondali di Buffoluto

I fondali di Buffoluto

Una tavolozza di colori, dal verde smeraldo al rosso rubino. Nei fondali di Buffoluto convivono decine e decine di specie differenti: alghe brune e rosse, ascidie solitarie e altre specie che formano colonie multicolori punteggiate da ciuffi gialli e da lunghi tentacoli viola

Giovanni Fanelli e Fernando Rubino, ricercatori di lunga esperienza del Talassografico, centro di studi e ricerche del CNR/IRSA a Taranto, sono scesi nei fondali del II^ Seno del Mar Piccolo lungo le coste di Buffoluto, insieme a Gianni Squitieri talentuoso fotografo subacqueo, per esplorare e descrivere la biocenosi di questi fondali accessibili solo su autorizzazione.

Nell’ambito della mostra “Buffoluto non solo polveriera” e del Relativo Workshop di apertura al Castello Aragonese di Taranto, la presentazione del tema “Aspetti ecologici della biocenosi dei fondali di Buffoluto” è stata una appassionante lezione di biologia marina tenuta da Giovanni Fanelli con il supporto delle belle immagini fotografiche catturate da Squitieri.

Ascidia
Briozoi
Melibe viridis
Policheti

Occorre distinguere le Biocenosi di fondo duro e le Biocenosi di fondo mobile, perchè sono proprio le caratteristiche fisiche del substrato che maggiormente influenzano la distribuzione degli organismi, cioè del Benthos, termine con cui si indica l’insieme degli organismi che vivono sul fondo o a stretto contatto con esso.

La Biocenosi di fondo mobile a Buffoluto è caratterizzata, entro i primi 3 m di profondità da praterie di Cymodocea (C. nodosa), con le loro foglie verde smeraldo, fitte ed alte fino ad oltre 1 metro. Si tratta di una pianta acquatica (non è una alga!) che, come quelle terrestri, presenta radici, fusto e foglie. L’apparato radicale è completamente infossato nel fango ed è perennante, mentre le foglie in inverno cadono e la prateria sembra scomparire! Nella nuova stagione vegetativa, le piante di Cymodocea riprendono a germogliare ricostituendo la prateria che svolge una importantissima azione di ossigenazione dell’acqua, di nursery e di risorsa alimentare per tante altre specie.

I prati di Cymodocea si alternano a densi ammassi di alghe verdi filamentose: è la cloroficea Chaetomorpha linum ed anche queste biomasse danno rifugio ed alimento a gasteropodi, servono da substrato per altre specie (es. idroidi e policheti) e offrono riparo a piccoli pesci.

Alga cloroficea Chaetomorpha linum
esemplare pinna nobilis a Buffoluto
prati di Cymodocea

Nel periodo estivo in tutto il Mar Piccolo sono molto diffusi alcuni policheti che, con il loro tubo calcareo bianco, ricoprono qualsiasi superfice utile; ne sanno qualcosa anche i mitilicoltori che sono costretti a intensificare l’attività della sciorinatura dei pergolari per ripulire il guscio dei mitili dalla vescia.

Sui fondali mobili è facile imbattersi in sfere gelatinose di 2-4 cm di diametro, ancorate sul fondo che risulta così … decorato in stile natalizio! Si tratta di teche ovigere di policheti, ovvero vermi, che vivono infossati nel fango e che in estate si riproducono in modo sincrono.

La Biocenosi di fondo duro è quella che ricopre i moli e i loro piloni e pareti in calcestruzzo presenti nei fondali di Buffoluto. Tutti, così come anche il relitto di una imbarcazione da carico, sono completamente ricoperti da uno spesso strato di fouling, (termine inglese che indica “incrostazione”) e offrono splendidi esempi di come questo fenomeno possa sviluppare comunità con una altissima biodiversità. In pochi centimetri quadrati convivono decine e decine di specie differenti: alghe brune e rosse, ascidie solitarie e altre specie che formano colonie multicolori, come le colonie di briozoi dalle forme più varie, il tutto punteggiato dai ciuffi branchiali dei policheti o dai lunghi tentacoli delle attinie. Ogni fotografia è come un fermo-immagine di una battaglia condotta senza esclusione di colpi, in cui ogni organismo, animale o vegetale, tende a ricoprire quello confinante per accaparrarsi più spazio possibile.

I fondali di Buffoluto presentano anche un importante popolamento ittico: banchi di cefali e salpe, con al seguito spigole (anche molto grosse!), si alternano a banchi di saraghi di ogni dimensione.

Una importante presenza … da segnalare – Nei fondali di Buffoluto è stato rinvenuto un individuo di Pinna nobilis: si tratta di una scoperta molto importante perché potrebbe essere un esemplare evidentemente resistente al patogeno che ha determinato una generalizzata morìa di questa specie in tutto il Mediterraneo. È su questi individui che si basa la speranza di evitare l’estinzione di questa specie.

Altri organismi presenti a Buffoluto (così come in tutto il Mar Piccolo) sono le specie aliene, ovvero arrivate da mari lontani. Oltre al mollusco opistobranco Melibe viridis, presente nei mari di Taranto ormai da circa venti anni, più recente è la segnalazione del mollusco bivalve Malleus regula, una sorta di piccola ostrica dalla forma quasi rettangolare, molto frequente nei fondali di Buffoluto.

Ascidie
Briozoi a Buffoluto
Malleus Regula

 


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