A Taranto il Workshop per la salvaguardia dei cetacei nei nostri mari

A Taranto il Workshop per la salvaguardia dei cetacei nei nostri mari

“Capodogli e delfini dei nostri mari. Criticità e strategie di protezione” è stato il tema del Workshop organizzato dalla Fondazione Michelagnoli al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Taranto il 30 Settembre 2016.

La Fondazione Michelagnoli, impegnata ad accrescere la conoscenza dello stato dei mari e della tendenza evolutiva della loro funzionalità ecologica, ha organizzato il Workshop con l’obiettivo di favorire una maggior consapevolezza sulla presenza e le esigenze dei Cetacei nel Golfo di Taranto e nell’adiacente area dell’Alto Ionio, e promuovere l'adozione di procedure di azione per una migliore conservazione.

Nel pool di relatori, appartenenti al mondo universitario e della ricerca, figuravano consolidate ragguardevoli personalità sui temi trattati e la presenza di Accobams, l’Accordo internazionale per la Conservazione dei Cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dei mari atlantici contigui.

Una giornata di incontro e confronto di buon livello qualitativo ha visto la partecipazione di rappresentanti di Enti, Agenzie, Organismi, Associazioni, Università e Istituti di Ricerca operanti sul territorio e coinvolti nella tematica in ragione della complessità delle attività umane in mare. Notevole la presenza di Ufficiali delle Capitanerie di Porto, di Allievi della Scuola Sottufficiali della Marina Militare, di Studenti dei Licei Archita, Aristosseno e Battaglini di Taranto, di Ricercatori del CNR/IAMC Talassografico di Taranto, delle Arpa di Puglia, Basilicata e Calabria, dei Sindaci di Roseto e Amendolara, cittadine della fascia costiera del Golfo.

 Il Workshop è il primo tratto di un percorso più ampio articolato in una mostra documentaria e in una serie di incontri didattico-formativi rivolti alle Scuole per promuovere la conoscenza degli habitat marini.

Una breve riflessione sul tema l’interesse per i cetacei e la conservazione di Salvatore Mellea, direttore generale della Fondazione, ha introdotto al senso del Workshop e all’avvio dei lavori.

Tullio Scovazzi, docente di diritto internazionale ed esperto legale di Accobams, ha trattato l’interessante tema della protezione dei Cetacei nel diritto internazionale del mare”.

Lara Marchetta, avvocato, ha presentato, in sostituzione di Nicolò Carnimeo, alcune proposte normative sulla mitigazione dell’inquinamento da plastica per la salvaguardia dell’ambiente marino”.

Gaetano Licitra è poi entrato nel vivo del Workshop con una relazione sul tema “la Direttiva Europea sulla Strategia Ambientale Marina e il rumore sottomarino. Impatto del rumore sulla fauna marina.”

Esperto di bioacustica, Dirigente di Arpa Toscana e Coordinatore di Area Vasta Costa, cioè di quella Toscana che si affaccia sul Santuario dei Cetacei, Gaetano Licitra è responsabile della gestione dell’intero progetto Gionha (Governance and Integrated Observation of marine Natural Habitat), di cui ARPAT è capofila.

Nel suo intervento, dopo una breve introduzione sulla Marine Strategy, si è soffermato sulla nuova urgente questione ambientale legata al rumore antropico sottomarino, con un’ampia trattazione della “modellizzazione acustica del rumore da traffico navale nel Santuario dei Cetaceiche fa emergere la questione dell’elevato livello di rumore in un’area specialmente protetta, di rilevanza del Mediterraneo, quale è il Santuario.

Giorgio Riccobene, ricercatore presso i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Catania, fisico delle particelle e responsabile scientifico del progetto sugli Osservatori Sottomarini Multidisciplinari, ha trattato il tema “Neutrini e Capodogli. Lo studio innovativo dei Cetacei negli osservatori sottomarini multidisciplinari realizzati nel mar Ionio.

Riccobene ha affascinato soprattutto i giovani liceali spiegando come da alcuni anni i fisici nucleari e particellari collaborano con gli astrofisici per osservare anche le radiazioni di alta energia provenienti dalle stelle e svelare i fenomeni più violenti che avvengono nell’Universo.

In queste sorgenti viene prodotta, tra le altre, una particella nota ai fisici nucleari: il neutrino.

La realizzazione di un rivelatore per neutrini astrofisici a Capo Passero, al largo delle coste Italiane, ha permesso anche di studiare in tempo reale il rumore ambientale sottomarino ad alta profondità e di registrare le emissioni acustiche dei cetacei presenti a largo della Sicilia orientale.

E’ poi stata la volta di Nicola Zizzo, anatomopatologo del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, che recentemente ha coordinato la gestione scientifica dello spiaggiamento di un Capodoglio a Polignano a Mare, a parlare delle problematiche poste dallo Spiaggiamento dei Cetacei. Rimozione della carcassa e modalità di smaltimento. Opportunità di valorizzazione didattico/museale dei reperti cetologici”.

Sergio Guccione, Segretario del Centro Studi Cetacei Onlus, che da anni raccoglie dati sui cetacei, partecipando anche alle operazioni di ispezione e intervento sui cetacei spiaggiati, ha introdotto l’attenta platea alla conoscenza de “I Cetacei dell’Alto Ionio e del Golfo di Taranto”.

Infine Carmelo Fanizza Presidente della Jonian Dolphin Conservation, Associazione che dal 2009 conduce campagne di osservazione e ricerca dei cetacei nel Golfo di Taranto, scientificamente supportate dal Dipartimento di Biologia Marina dell’Università di Bari, e svolge attività di dolphin watching nel Golfo, coinvolgendo turisti e cittadinanza a bordo di un catamarano, ha trattato il tema “I Delfini del Golfo di Taranto: Citizen Science, nuove frontiere di turismo consapevole per finanziare la ricerca”.

A concludere l’interessante Workshop è stato Fabio Caffio, presidente della Fondazione Michelagnoli, che ha presentato un documento programmatico “La carta di Taranto (Taranto chart)” che ipotizzala istituzione di un’Area Marina di Attenzione Precauzionale per i cetacei, individuata nelle acque interne del Golfo di Taranto racchiuse dalla congiungente Santa Maria di Leuca – Punta Alice.

In quest’Area, fermo restando l’applicazione delle norme giuridiche vigenti in materia di protezione dell’ambiente marino e delle specie ittiche, si dovrebbe condurre la navigazione di navi mercantili e militari e di imbarcazioni da diporto e da pesca in modo da ridurne l’impatto sui cetacei; contenere entro i limiti definiti dalla Strategia Ambientale Marina le emissioni sonore sottomarine, evitando l’uso di attrezzature che prevedono emissioni pericolose per i cetacei; elaborare un piano per la valutazione delle emissioni sonore già presenti o in fase di realizzazione, comprese quelle derivantidall’installazione di parchi eolici;  condurre le attività di osservazione turistica di cetacei secondo i codici di autoregolamentazione raccomandati da ACCOBAMS.

Momenti del Workshop su capodogli e delfini

 


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