Biodiversità e Cambiamenti Climatici

Biodiversità e Cambiamenti Climatici

Il dott. Fernando Rubino, ricercatore di CNR/IRSA, intervenendo al Workshop su “Cambiamenti climatici ed Ecosistema marino” organizzato dalla Fondazione Michelagnoli in collaborazione con gli studenti del Liceo Aristosseno, ha dato una idea concreta degli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità degli ecosistemi marini, trasferendo le conseguenze del riscaldamento globale ai mari di Taranto. Ha così dato un forte riferimento locale al tema globale dei cambiamenti climatici e alla loro relazione con la biodiversità marina.

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La biodiversità è ricchezza di vita sulla Terra, è fonte di beni e servizi, fornisce nutrimento e materie prime ed è la base per molti medicinali. Contribuisce a rafforzare la stabilità di un ecosistema e la sua perdita aumenta la vulnerabilità a disastri naturali.

Il numero e l’abbondanza degli habitat, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono, subiscono numerose minacce. Tra queste i cambiamenti climatici causano variazioni nella distribuzione della temperatura superficiale del mare, ne alterano la salinità e i livelli di acidità e influenzano importanti processi ecologici minacciando la produttività e la biodiversità marina.

 

Pinna viva

 

Il Mediterraneo è un mare fortemente antropizzato, fragile e vulnerabile e i mari di Taranto sono lo specchio di questa vulnerabilità. Mortalità di massa e invasione di specie aliene sono le evidenze più significative dell’impatto dei cambiamenti climatici sui mari di Taranto, dove in particolare un parassita, già presente in Spagna dal 2016, aggredisce l’apparato digestivo delle pinne nobilis che nel giro di qualche mese muoiono letteralmente di fame. Oltre 10.000 individui morti sono stati registrati in questi ultimi due anni e un attento monitoraggio ha individuato solo 10 individui vivi tra Mar Grande e Mar Piccolo. Una speranza di sopravvivenza della specie.

 Pinna morta

 

Ci sarà un adattamento naturale? Ci sarà una risposta della Natura? Le strategie di conservazione delle singole specie sono efficaci? Ci sono specie che non potremo salvare?

E’ difficile rispondere a queste domande, se non dopo una lunga attività di monitoraggio su scala locale e globale che fornisca un’adeguata base conoscitiva.


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