Molluschicoltura ed eventi climatici estremi estivi

Molluschicoltura ed eventi climatici estremi estivi

Come incidono le condizioni meteo climatiche estive estreme sulle colture
Eventi climatici estremi estivi avvengono in un momento critico della produzione, in quanto sono concomitanti con l’unica finestra di vendita massiva (maggio_agosto) e l’avvio delle unità produttive delle colture con il primo innesto. 
Il rischio è quello di non ottenere il reddito per il lavoro che si è anticipato per circa 16_18 mesi di coltura, dal “letto per il seme”al prodotto finito: circa 7 sciorinature, 3 innesti ....ovvero tutta la produzione di circa 50-60 t sufficiente per produrre il reddito procapite, passa letteralmente dalle mani per almeno 10 volte!!! 
Le crisi estive se persistenti e caldissime, con la moria del seme, possono annullare anche la produzione per l’anno successivo. 
I mitili, inoltre, sono animali relativamente più rustici e il periodo estivo è concomitante con la fase in cui accumulano sostanze nutritive per il successivo periodo riproduttivo, ovvero quando sono “più resistenti agli stress”. 
Le ostriche, invece, che hanno il periodo riproduttivo in estate sono molto più vulnerabili alle alte temperature.
 
Eventi climatici estremi del passato 
Le produzioni marine a Taranto sono fortemente condizionate dalle fluttuazioni climatiche, in quanto i cicli biologici naturali sono gestiti e utilizzati in modo estensivo (senza la fornitura di mangime supplementare). 
Probabilmente le peschiere tarantine, antesignane della molluschicoltura ionica, attorno all’anno 1000 hanno dovuto adattarsi alle condizioni climatiche più calde(Medieval Warm Period _MWP). Ma non abbiamo fonti storiche a conferma degli eventi.
 
Caso dell’alluvione 1883 
Il 27 agosto 1883 eruzione del Vulcano Krakatoa sprigionò una energia pari a 200 megatoni (più di tre volte quella della Bomba Zar). Tale evento provocò quello che presumibilmente fu il rumore più forte mai udito sul pianeta in epoca storica, un boato che sarebbe stato avvertito a quasi cinquemila km di distanza. L'esplosione ridusse in cenere l'isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un'onda di maremoto alta 40 metri che correva alla velocità di 300 km/h. Questo evento ebbe ripercussioni climatiche su tutto il pianeta. 
A Taranto la notte del 14 settembre 1883 si scatenò un violentissimo temporale, che riversò sul bacino imbrifero del Mar Piccolo una tale mole di acqua che i pluviometri della Capitaneria di Porto locale traboccarono fuori scala. Gli impianti di molluschicoltura furono sommersi da una piena di 3 metri d’acqua. Barche, pali, bestiame, detriti si diressero furiosi contro il vecchio ponte a nove arcate che congiungeva la Cittadella di Raimondello Orsini e Porta Napoli. Il Ponte fu semidistrutto. Sulla molluschicoltura l’impatto fu decisamente disastroso: barche alla deriva ed affondate, produzione pregiudicata per almeno due, tre anni. 
 
Descrizione degli eventi meteo estremi estivi dal 1938 al 2015 
Le morie estive di molluschi nel Mar Piccolo di Taranto, sono citate sin dagli anni ‘30 da Attilio Cerruti, come un evento sporadico ma impresso nella memoria della gente di mare ionica più anziana. Nell’estate del 1938 le condizioni climatiche estive furono all’insegna del caldo persistente oltre le medie stagionali. Per evitare la moria dei mitili in allevamento il Prof Cerruti ordinò di trasferire i pergolari nelle acque del Mar Grande, a largo dell’isolotto di San Nicolicchio. Il Cerruti ci descrive, con dovizia di particolari tecnici, che le condizioni putrefattive dei fondali erano, di fatto, accentuate a causa del gran caldo. I gas sprigionati dalla decomposizione anaerobica causarono la moria dei mitili a partire dal fondo. Altri autori ci riportano altri eventi simili nel 1955, 1962 e, più recentemente, nel 2008. Anche questi avevano in comune con gli eventi del 1938, la decomposizione rapida del materiale organico del fondo causato dalle elevate temperature, quello che i mitilicoltori chiamano “u sbutamint du funn”. La moria estrema, che ha decimato anche il cd “seme”, del 2015, preceduta da una meno intensa nel 2012, è assolutamente originale, in quanto l’alta mortalità delle unità produttive è avvenuta a partire dai primi metri d’acqua dalla superficie. Da un confronto delle temperature del periodo luglio – agosto degli anni 1938-2015 emerge il livello maggiore delle temperature minime dell’estate scorsa. Questo farebbe ipotizzare un mancato raffreddamento degli strati superficiali del mare durante la notte. Questo fenomeno potrebbe aver impedito quelle oscillazioni termiche della superficie marina che, in altri anni, avrebbero impedito il suo continuo surriscaldamento. I cambiamenti climatici costituiscono una serie ipoteca sullo svolgimento delle attività molluschicole, in quanto a Taranto alleviamo massivamente la specie più rustica Mytilus galloprovincialis che ha già soppiantato la più delicata e redditizia Ostrea edulis. 
 
Articolo di Giuseppe Portacci
 
Bibliografia consultata

AA.VV. 2015. Eruzione vulcano Krakatoa_ https://it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa
AA.VV., 1883. Il rinnovamento amministrativo politico e sociale. Edizione 16 settembre 1883. AA.VV., 2015. Medieval Warm Period _MWP. https://en.wikipedia.org/wiki/Medieval_Warm_Period 
Cerruti A., 1938. "Ricerche oceanografiche compiute nel Mar piccolo, nel Mar grande e nel Golfo di Taranto durante il triennio 1932-34", in Atti della Reale Accademia delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, vol. 1, serie 3, n. 2. 
Cerruti A., 1938. Le condizioni oceanografiche e biologiche del Mar Piccolo di Taranto durante l'agosto del 1938, Roma, Poligrafico dello Stato, 1938. 
Novembre, D., 1967. La molluschicoltura in Puglia. Atti XX Congresso Geografico Italiano, 29/3-3/4 1967. Parenzan P., 1983. Puglia marittima. Congedo Ed.

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