Domande e risposte del workshop sulla salute del mare
Il workshop “Un mare di salute. One Health e ambiente marino” ha coinvolto i giovani liceali in modo spontaneo, trasformando il workshop, nel suo momento finale, in un’occasione per fare domande che gli adulti non fanno più.

La prima domanda
Ma noi giovani cosa possiamo fare per essere meno esposti ai fattori di rischio per la nostra salute? Se viviamo lontani dal mare e se passiamo la maggior parte del tempo chiusi dentro la scuola?
Alla domanda risponde la prof.ssa Elisabetta BONERBA
Il problema è che voi vivete non tanto chiusi a scuola, ma chiusi in un mondo che è racchiuso nella vostra appendice naturale, che è ormai il telefonino, e quindi questi giorni di divulgazione, così come tutto quello che vi fanno fare a scuola, servono esattamente a spiegarvi questo. Voi siete il primo attore per la gestione di un cambiamento. Inquinare di meno, scegliere che cosa mangiare, scegliere come mangiarlo attentamente perché siamo consumatori consapevoli, avere rispetto delle autorità competenti e della loro integrazione è sicuramente il primo passo.
Senza di voi questo cambiamento noi non lo possiamo più fare e quindi sicuramente quello che potete fare è la scelta consapevole che deriva dalla cultura, che è la cultura che vi danno a scuola, ma anche la curiosità di conoscere la scienza, i nuovi approcci, le nuove metodologie e l'acquisire le competenze. E in questo territorio martoriato abbiamo tante realtà virtuose che vi consentono di acquisire delle competenze uniche, come questa giornata per esempio. Quindi quello che dovete fare è uscire da quel mondo e vivere la realtà che avete intorno.

Altra domanda
Noi se decidiamo di andare al sushi come possiamo capire se un pesce crudo sia contaminato oppure no?
Risponde la prof.ssa Valentina TERIO
se noi andiamo al sushi all you can eat, la differenza tra il sushi all you can eat e il sushi dove tu paghi alla carta, sai qual è? Che nel caso della carta il pesce è realmente fresco, nel senso che è stato abbattuto, cioè ci sono degli strumenti che portano alla temperatura di meno 20 gradi in pochissimo tempo, quindi quel pesce rimane fresco. Nell'all you can eat il pesce che danno da mangiare non è stato abbattuto ma congelato, e tu paghi quella cifra proprio per questo. Quindi il prezzo già ti indica la qualità di ciò che mangi, se elevata come quella di un prodotto realmente fresco e quindi abbattuto, oppure congelato.
Però siccome sono i genitori a pagare il vostro sushi, tu continua ad andare all’ all you can eat, magari vai in quello dove maggiormente sai che non c'è stato un'allerta perché i servizi veterinari vanno comunque a controllare e ti dicono sì è stato congelato, quindi è tutto a posto, puoi stare tranquillo.

Interviene a questo punto la docente dell’alunno per correggere il senso della domanda
l'alunno non penso che volesse sapere questo, l'aveva compreso che andare a un sushi all you can eat è più pericoloso che andare a ordinare alla carta, ma la domanda, mal posta, era riferita alla necessità di sapere in generale come comportarsi in situazioni di allerta. (ndr gli alunni erano stati in gita scolastica in Campania dove c’era allarme per focolai di epatite A).

La risposta: Questo è un altro discorso. Occorre leggere l'etichetta del prodotto oppure nel menu gli asterischi che dicono se quel prodotto è stato decongelato – e quindi vuol dire che è stato congelato precedentemente- oppure è fresco. Nel caso dei molluschi bivalvi bisogna mangiarli cotti perché effettivamente esistono delle problematiche che sono riferite all'epatite A.
In un soggetto immunocompetente come sono i giovani la possibilità che incorrano in una patologia ci sta ma è anche una patologia autolimitante il che significa di durata molto breve. È importante invece per le donne in gravidanza, per gli anziani e per soggetti che hanno già delle patologie al fegato , consumare cotti i molluschi bivalvi.
La prof.ssa Francesca Valentini, docente di Scienze al Liceo Vittorino Da Feltre chiede di intervenire per esporre una questione importante per il futuro dei giovani liceali
Proprio ultimamente noi docenti siamo stati consultati per le nuove linee guida che orienteranno le programmazioni future per studenti del liceo.
Nelle nuove linee guida si parla molto di intelligenza artificiale e di biotecnologie e ben poco di ambiente cioè il tema ambientale purtroppo non è molto trattato e non si danno indicazioni. il mondo della ricerca non viene consultato per quanto riguarda queste linee guida e non sarebbe male se anche voi in qualche modo deste qualche contributo nel creare queste linee guida.

Riflessione finale
Gli studenti potranno mai essere protagonisti di una nuova cultura del mare?
Dalle domande poste se ne potrebbe dedurre che per i giovani è più importante la propria salute che quella del mare. Ma I giovani stanno dicendo una cosa vera:
la salute è il loro primo orizzonte. E hanno ragione. Perché se non capiscono come il mare entra nella loro vita, non potranno mai preoccuparsene davvero. Ma la verità è che la salute del mare è già dentro la loro salute: è nel sushi che mangiano, nell’aria che respirano, nel clima che ci circonda.
E la scuola può sembrare una prigione, ma è un laboratorio di salute. È vero: si passano molte ore in classe. Ma proprio lì si può fare la differenza promuovendo buone pratiche scolastiche e collegando ciò che si studia ai problemi reali, tenendo presente che ogni scelta migliora più cose contemporaneamente, perché One Health significa capire che tutto è collegato.
Se consumiamo in modo diverso→sushi, moda, cosmetici, tecnologia → ogni scelta ha un impatto sul mare
Se riduciamo la plastica → proteggiamo il mare → proteggiamo il cibo → proteggiamo noi stessi.
Se ci informiamo → cambiamo la cultura → cambiamo la comunità → cambiamo il futuro.
I giovani non sono spettatori. Sono la generazione che può trasformare la salute del mare in una parte della loro identità. Perché riguarda la loro vita, il loro futuro, il loro corpo.
La cultura del mare non nasce dal mare: nasce dalle persone.




