Maritime day 2022: il Workshop di C.C.I.A. e Fondazione

Maritime day 2022: il Workshop di C.C.I.A. e Fondazione

Convegni e Workshop Visite: 951

Il Workshop della Fondazione Michelagnoli e della Camera di Commercio di Taranto per celebrare la Giornata Europea del Mare 2022

Un quadro globale e locale preoccupante e l’urgenza di piani di sviluppo sostenibile è quanto viene fuori dal Workshop su “LA MOLLUSCHICOLTURA IN UN MARE CHE CAMBIA. Impatto dei cambiamenti climatici” che si è svolto a Taranto giovedì 12 maggio presso la Cittadella delle Imprese.

Organizzato dalla Fondazione Michelagnoli in collaborazione con la Camera di Commercio di Taranto, il Workshop si inserisce nelle celebrazioni della Giornata Europea del Mare 2022 che ormai da alcuni anni  rappresenta una consuetudine tra le iniziative della Fondazione per la promozione della cultura del mare a Taranto.

Ing. Salvatore Mellea

Incentrato sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla mitilicoltura, il Workshop, coordinato dall’ing. Salvatore Mellea direttore generale della Fondazione, ha trasmesso al pubblico una informazione aggiornata sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e sui danni potenziali cui il pianeta andrà incontro se non saremo capaci di ridurre urgentemente le emissioni globali.
Il Workshop, ha dichiarato l’ing. Mellea, aiuterà a capire, con l’aiuto degli esperti, come i cambiamenti climatici influenzino le caratteristiche ambientali dei nostri mari, la biodiversità, l’abbondanza, la produttività, la sostenibilità e resilienza della mitilicoltura e perfino la sicurezza alimentare, la nuova sfida del riscaldamento globale.

Il Presidente della Fondazione Amm. Fabio Ricciardelli, nella sua introduzione ai lavori, ha sottolineato come l’influsso dei cambiamenti climatici sulla molluschicoltura richieda interventi urgenti e non più rinviabili della politica, delle aziende, degli operatori economici coadiuvati dal Mondo Universitario e della Ricerca. “Celebriamo oggi la Giornata Europea del Mare" dice l’Amm. Ricciardelli "perché il mare, da sempre legato alle sorti di Taranto, riveste un ruolo fondamentale in ogni settore di interesse della Città, sia esso ambientale, turistico, lavorativo, dello sviluppo sostenibile, del commercio. Il Mare è il respiro del mondo, è l’elemento vitale che assorbe buona parte della CO2 prodotta dalle emissioni nocive dell’uomo; trattiene gran parte del calore in eccesso dovuto al riscaldamento globale del pianeta e lo rilascia lentamente mitigandone gli effetti! Ma questo respiro oggi si è fatto affannoso per effetto dell’uomo e dei cambiamenti climatici da lui indotti sul pianeta.

Amm. Fabio Ricciardelli

Riferendosi più specificatamente agli impatti dei cambiamenti climatici sulla mitilicoltura, il Presidente Ricciardelli ha rilevato come i mitilicoltori tarantini da anni lottano con le “scaldate” a Mar Piccolo quando la temperatura del mare supera i 30° C e i mitili cuociono nei loro gusci e in tutta fretta devono essere trasferiti a Mar Grande. Auspica perciò interventi politici dedicati, scelte di campo condivise sulle energie alternative ai combustibili fossili e rilancia alcune linee guide su cui perseverare nella molluschicoltura: la modernizzazione della filiera produttiva, il miglioramento delle tecniche di allevamento rispettose dell’habitat e del prodotto, controlli accurati e ispezioni nei vari momenti della produzione, tracciabilità del prodotto. Fattore di forza deve essere la forte consapevolezza ambientale che proviene dai giovaniconclude l’Amm. Ricciardelli “e una maggiore salvaguardia degli habitat che induca con decisione a nuovi stili di vita”.

LOn.le Gianfranco Chiarelli, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Taranto, ha salutato i partecipanti sottolineando che per la prima volta la Giornata Europea del Mare viene celebrata in Camera di Commercio con la Fondazione Michelagnoli portando nella casa delle imprese e dell’economia il tema dei cambiamenti climatici di fondamentale rilievo per il Pianeta.

On.le Gianfranco Chiarelli

Il focus” ha rilevato l’On.le Chiarelli, è su due argomenti essenziali: il cambiamento climatico, il riscaldamento e l’innalzamento del mare da un lato e la sopravvivenza dei nostri mitili dall’altro, in ottica di difesa della risorsa naturale e per la rilevanza economica che la molluschicoltura ha per il territorio di Taranto. La molluschicoltura fatta bene, nel rispetto dell’ambiente, della legalità e della salute dei consumatori deve mirare a tutelare la produzione e molti operatori lo stanno già facendo. Si devono adottare pratiche innovative, in sinergia con il mondo universitario e della ricerca, spronando le Istituzioni sulla strada della transizione.

Il Commissario ha perciò ribadito come la manifestazione organizzata con la Fondazione Michelagnoli vuol essere un forte segnale di attenzione da parte della Camera di Commercio.

Piero Lionello, professore ordinario di fisica dell’atmosfera presso l’Università del Salento e membro autorevole di IPCC, il Gruppo Intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, ha parlato degli effetti dei cambiamenti climatici in un mare che cambia, in un coinvolgente intervento che ha tenuto viva l’attenzione del pubblico pur con grafici e curve di difficile lettura.

Prof. Piero Lionello

Riferendosi alle ondate di calore che ormai si registrano quasi tutti gli anni a Taranto, Lionello ha presentato le proiezioni su durata e temperatura previste per tali ondate. In un futuro in cui si prendano solo alcune contromisure per contenere il riscaldamento globale” ha spiegato il prof. Lionello, ma in ritardo e insufficienti a ridurre significativamente l’aumento delle emissioni dei gas serra, cioè in uno scenario di emissioni chiamato RCP 4.5, la durata delle ondate di calore in mare previste a metà secolo (2021-2050) sarà di 30,9 giorni con una approssimazione di più o meno 16,2 giorni, cioè di 14,7 giorni nel caso più fortunato e di 47,1 gg nel caso peggiore.

Trasferendo le conseguenze del riscaldamento globale a livello locale, la vita quotidiana a Taranto risentirà delle lunghe e frequenti ondate di calore con punte di temperatura elevate che incideranno sulla produzione dei mitili e sulla salute dei cittadini.

L’impatto dei cambiamenti climatici condizionerà l’attrattività delle nostre coste, la nostra litoranea sarà sconvolta da violente mareggiate, gli stabilimenti balneari arretreranno rispetto all’attuale linea di costa, Il turismo si indebolirà.

Il prof. Lionello ha poi sottolineato come uno scenario di elevate emissioni porterà ad un innalzamento del livello del mare tale che tutti gli insediamenti sul mare a Taranto saranno posti a rischio.
La scarsità di risorse idriche sarà ulteriormente accentuata e tra i rischi chiave, associati al cambiamento climatico per gli ecosistemi marini, ci saranno la perdita di biodiversità e la perdita di produttività per la mitilicoltura.

Il pubblico
Il Presidente della Fondazione introduce il Workshop
Tra il pubblico le autorità
Momenti del Workshop

Infatti, aggiunge il prof. Lionello, una lunga esposizione delle cozze a temperature più elevate di 25°C ne aumenta notevolmente il tasso di mortalità e poche settimane al di sopra di 28°C producono la mortalità di massa delle cozze. Lo sviluppo embrionale delle cozze giovanili potrebbe essere penalizzato anche per livelli di riscaldamento inferiori.
Infine, riferendosi all’acidificazione delle acque, il prof. Lionello ha sottolineato come l'impatto di una riduzione del pH è meno rilevante, ma non trascurabile perché una riduzione di circa 0,3 produce una dissoluzione netta del guscio e altri problemi metabolici.

L’intervento del prof. Lionello, ampio e interessante, è stato seguito con particolare attenzione soprattutto dai giovani studenti presenti.

Dr. Leonardo Giangrande

Il Presidente della Confcommercio di Taranto, dott. Leonardo Giangrande, ha poi trattato il tema della occupazione e sostenibilità della mitilicoltura a Taranto. La mitilicoltura, ha detto Giangrande è una opportunità che deve essere coniugata con la legalità. Occorre “mappare” il mare e certificare le assegnazioni. Promuovere la formazione e la cooperazione per arrivare ad ottenere la tracciabilità del prodotto e affrontare la trasformazione e la commercializzazione con l’innovazione e la qualità per creare occupazione per i giovani.

In un mare che cambia occorre cambiare anche il modo di fare mitilicoltura, adottando sistemi avanzati di gestione della produzione dei mitili. E’ quanto ha proposto il dott. Giovanni Fanelli, ricercatore del CNR-Istituto di Ricerca sulle Acque–Talassografico di Taranto, insieme al dott. Giovanni Coppini del Centro Euromediterraneo per i cambiamenti climatici.

Dr. Giovanni Fanelli

Fanelli ha presentato un Sistema di monitoraggio dello stato delle coste che avverta il mitilicoltore sul verificarsi di un cambiamento in atto di alcuni importanti parametri. Il mitilo, ha detto Fanelli è di per sé resistente a variazioni di ossigeno, salinità, temperatura ...ma fino a un certo punto. [...] Avvisare i mitilicoltori con sufficiente anticipo sulla variazione di tali parametri, tramite App generata da un Sistema integrato di osservazioni in situ, modellistica numerica e dati previsionali, può essere importante per garantire la produttività di un impianto.

Il Workshop ha poi toccato il tema della sicurezza alimentare perché I cambiamenti climatici pongono sfide significative anche in questo settore e diviene fondamentale salvaguardare le caratteristiche qualitative degli alimenti e assicurare il consumatore.

La prof.ssa Giuseppina Tantillo, ordinario di Sicurezza degli Alimenti all’Università di Bari, nel suo intervento ha sottolineato come la Commissione Europea promuove lo sviluppo di una molluschicoltura che sia sostenibile e competitiva, rafforzando la resilienza e insieme la conoscenza e l’innovazione.

Prof.ssa Giuseppina Tantillo

Pone perciò l’accento sui punti critici del ciclo produttivo che deve assicurare qualità e provenienza certificata, qualità nutrizionale e qualità sanitaria con l’adozione di innovazioni tecnologiche per la depurazione, selezionare il prodotto per il miglioramento genetico e processarlo per il mercato globale.
Per far questo occorre anche assicurare la tutela degli ecosistemi, la conservazione della naturalità e diversità dell’ambiente.
Giuseppina Tantillo rileva come il miglioramento selettivo migliori la crescita e la resistenza a patologie e infezioni, ottenendo una produzione meno soggetta alle fluttuazioni ambientali e più sostenibile.
Infine propone di migliorare la resilienza della mitilicoltura tarantina aggiungendo la fase di trasformazione come ulteriore stadio di sviluppo della filiera.

"Occorre certificare il prodotto e ammodernare gli impianti di depurazione con tecniche innovative che consentano più elevati standard di sicurezza igienico-sanitaria. Con la depurazione si può gustare la cozza cruda senza problemi di sorta e lanciare un nuovo brand “la cozza nera:il sushi della Puglia e di Taranto”."

Conclude il suo interessante e appassionato intervento rilevando che cozze e vongole intrappolano la CO2 e allevarle contribuisce a salvare il pianeta.

Il Workshop è proseguito poi nelle tante domande, osservazioni, interventi del pubblico che hanno confermato uno straordinario interesse per il mare e la resilienza della sua più tradizionale risorsa.

Stampa

Ti potrebbe interessare anche...