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Home Nave e portualità

di Fabio Caffio*

Ugo Grozio profeta del diritto naturale e della libertà dei mari "Mare Libero" è un'espressione che, se usata in senso economico-giuridico, sintetizza il fondamentale principio della libertà di navigazione che è alla radice del mondo moderno, quale condizione irrinunciabile per l'ordinato sviluppo dei traffici commerciali. Mare quod natura omnibus patet: il mare per sua natura è aperto a tutti diceva Ulpiano volendo significare che il mare è un bene di uso comune, non suscettibile di appropriazione.

Negli anni più recenti, si è molto sviluppata, anche a livello Europeo, la discussione sul traffico di cabotaggio e sulle possibilità di spostare significativi volumi di traffico "dalla strada al mare". E' stato così avviato dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione, con la legge 30 Novembre 1998 n° 413, il "Programma Straordinario di Ricerca per lo sviluppo del Cabotaggio Marittimo e fluviale", con l'obiettivo, secondo le indicazioni del Dicastero, "che tutto quello che può andare via acqua deve andare via acqua; quello che non può andare via acqua deve andare via ferro; e quello che non può andare né per acqua né per ferro deve andare su gomma.

Il mare è una grande via di comunicazione e la Nave lo strumento che ha permesso, nella storia dell'uomo, contatti e scambi tra popoli diversi. La nave ha così contribuito alla evoluzione culturale dell'uomo ed al progresso delle civiltà. Oggi la nave è un mezzo di trasporto indispensabile per l'economia mondiale perchè tutto il petrolio, i minerali e le derrate alimentari che alimentano la civiltà industriale transitano sugli oceani a bordo di grandi navi. E il cabotaggio, la navigazione lungo la linea di costa, costituisce una modalità di trasporto alternativa al trasporto su gomma, ormai troppo dispendioso anche in termini di sicurezza. L'incremento delle navi da crociera e della nautica da diporto, si inserisce infine nel quadro evolutivo del turismo che rappresenta uno dei fatti più caratterizzanti il nostro tempo.

La legge di riforma portuale (legge n°84 del 28 gennaio 94 e successive integrazioni e modificazioni con leggi 647/96 e, 30/98 e decreto 186/2000) ha riformato la preesistente situazione nelle aree portuali di maggiore interesse nazionale, ponendo fine al monopolio delle compagnie lavoratori portuali e degli enti portuali (Enti autonomi portuali, Consorzi, Provveditorati, Aziende Mezzi Meccanici) e rendendo le attività portuali più vitali e dinamiche con libertà di accesso e potenziale concorrenza degli operatori privati alla gestione operativa delle aree portuali.

La legge ha istituito le Autorità Portuali nei principali porti italiani e ne ha disciplinato l'ordinamento;ha introdotto nuovi criteri di classificazione dei porti, individuandone le funzioni;ha introdotto principi di privatizzazione nella gestione delle aree portuali e nell'impiego della manodopera, che testimoniano l'interesse del legislatore a una gestione economica efficace per una pubblica struttura.Tuttavia permangono elementi di criticità nella mancanza di schemi generali di regolazione nei sistemi portuali e nel mancato conseguimento della autonomia finanziaria dei porti.

Libro La portualità del Duemila

Le Autorità Portuali sono Enti Governativi, dotati di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria, istituiti, con la legge di riordino della legislazione in materia portuale ( legge n°84 del 28 gennaio 1994), per governare il territorio del demanio marittimo-portuale e le sue attività nei 24 Porti principali della fascia costiera nazionale. h4(#compiti). Compiti e ruoli La legge 84/94 attribuisce alle Autorità Portuali il compito preminente di "indirizzare, programmare, coordinare, promuovere, regolamentare e controllare le operazioni portuali e le attività commerciali e industriali esercitate nei porti".

La Fondazione, nell’ambito dei propri scopi statutari, ha manifestato all’Autorità Portuale di Taranto interesse a sviluppare uno studio di prefattibilità per la realizzazione di un Centro didattico espositivo dedicato alla valorizzazione del porto e alla promozione della cultura portuale e marittima. L’iniziativa progettuale, elaborata dalla Fondazione, mira a favorire la conoscenza del porto, della sua evoluzione e dei futuri progetti di espansione, per dare più ampia visibilità al Porto e alla sua funzione economica e sociale, comunicare le sue potenzialità e accrescere la collaborazione con gli attori locali (pubblico e privato, porto e territorio).

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