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Home Cultura del mare

di Antonio Di Comite

Il mio primo impatto con l'olio di “pesce sciorge” fu nel pronto soccorso del vecchio (antico!) ospedale della SS. ma Annunziata di Taranto (quello sito al centro della città, alle spalle di via d’Aquino): mi portarono, negli anni cinquanta, un bambino della città vecchia

Nelle estati degli anni settanta le famiglie tarantine si recavano ai bagni degli stabilimenti di Mare Chiaro, Praia a mare e Viale del Tramonto; la finestrella a Mare Chiaro, dai contorni dipinti in azzurro, è stata sempre difficile da notare; le chiome dei secolari pini marittimi la sovrastano e la ombreggiano da sempre; ...

I poeti italiani che si sono ispirati al mare, che hanno cantato e celebrato il mare, sono, come si sa, una falange, da Dante a D’Annunzio, da Carducci a Umberto Saba. Ecco, ad esempio, di quest’ultimo, un bellissimo "Ulisse": ... 

di Giovanni Acquaviva

L’antica tradizione dei proverbi – di quelle espressioni, cioè, che rappresentano massime desunte dall’esperienza con una breve frase fatta di elementare intuizione – ha varcato i secoli ed è arrivata a noi ancora intatta ed efficace. 

di Carmelo Maggio

I certificati di "malato grave" per il "Mare" sono sempre più frequenti e sono ormai il risultato unanime ed univoco di ricerche approfondite di tutte le organizzazioni che, per motivi vari, si interessano al problema. Un malato particolarmente grave è il Mediterraneo per il quale, nel corrente anno 1995, l'autorevole periodico "New Scientist" ha emesso uno spietato "certificato di morte", qualora non si corra subito ai ripari; e sono ormai decenni che si lanciano questi segnali sempre piùoccupanti. 

 

Leoni, draghi, cavalli alati, aquile, figure mitologiche, guerrieri, militari, e soprattutto figure femminili, sirene, donne seminude, capelli al vento, oppure riccamente vestite. Sculture lignee che decoravano la prua, protese in avanti a proteggere la nave dalle tempeste, le polene hanno il fascino del mistero perché ad esse venivano attribuiti poteri soprannaturali. La polena che sfidava le onde aveva un significato mistico, era l'anima della nave. 

Problemi dell'ambiente

Da sempre l'uomo ha considerato la terra come un serbatoio infinito da cui poter prendere e in cui poter gettare qualsiasi cosa. Il nostro tipo di civiltà ci ha portato a livelli tali di produzione da modificare radicalmente il nostro ambiente a tal punto che forse non sarà più possibile in futuro viverci. Tutto questo è dovuto a due fattori: * il rapido sviluppo della tecnologia cioè l'industrializzazione; * l'aumento numerico della popolazione (esplosione demografica). All'inizio del XX secolo sulla Terra vivevano 1,6 mil. di persone. Oggi siamo oltre 6 mil., e secondo la proiezione dell'ONU nel 2050 saremo 8,9 mil.

Il nome, con le quali oggi le isole sono note, è cambiato ripetutamente nel volgere dei secoli in funzione dei popoli che nel tempo hanno gravitato attorno alla città di Taranto (greci, romani, bizantini, arabi, svevi, angioini, normanni, turchi, veneziani, aragonesi, spagnoli, austriaci, francesi ed infine italiani). TUCIDIDE (V-IV sec. a.C.) è il primo autore, che, narrando le spedizioni degli ateniesi contro Siracusa, nei suoi scritti sulla guerra del Peloponneso, riferisce in due occasioni dell'approdo di navi greche, per rifornirsi di acqua e legname ed imbarcare arcieri, in quelle isole che chiamò Coiradez "Choiràdes"

I Proverbi del mare
 
I proverbi e i modi di dire costituiscono una manifestazione plastica di vita, di costumi, di tradizioni. Va da sè che, appunto per l’uniformità dei contatti con il mare, uno stesso concetto, derivante dalla stessa attività ed esperienza – navigazione e pesca, ad esempio – abbia trovato estrinsecazioni lessicali diverse dall’Alto Tirreno fino all’Alto Adriatico, passando per lo Jonio, compreso naturalmente il perfetto italiano.
Dal libro Suggestioni del Mare
il contributo di Giovanni Acquaviva

di Fabio Caffio*

Ugo Grozio profeta del diritto naturale e della libertà dei mari "Mare Libero" è un'espressione che, se usata in senso economico-giuridico, sintetizza il fondamentale principio della libertà di navigazione che è alla radice del mondo moderno, quale condizione irrinunciabile per l'ordinato sviluppo dei traffici commerciali. Mare quod natura omnibus patet: il mare per sua natura è aperto a tutti diceva Ulpiano volendo significare che il mare è un bene di uso comune, non suscettibile di appropriazione.

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