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Home Chi siamo L'Amm. Michelagnoli


michelagnoliL'Ammiraglio Alessandro Michelagnoli nasce a Taranto nel 1905 ed entra nell'Accademia Navale a soli 13 anni, quando è ancora in atto la prima guerra mondiale. Esce dall'Accademia nel 1923 ed, al momento della seconda guerra mondiale, nel 1943 e 1944, il periodo più duro della guerra, comanda la Seconda flottiglia MAS (unità leggere antisommergibili) e partecipa a numerose operazioni nel canale di Sicilia, meritando una medaglia d'argento al Valor Militare. Dopo la guerra ricopre prestigiosi incarichi presso lo Stato Maggiore e la Squadra Navale, fino a diventare Capo di Stato Maggiore della Marina.

L'Ammiraglio Michelagnoli ricopre questi incarichi tra la fine degli anni '50 e negli anni '60, quando la Marina, decide di darsi una componente navale moderna, in grado di dare all'Italia il peso che le compete nello scacchiere Mediterraneo. Michelagnoli partecipa, in prima persona a tutto il processo di modernizzazione segnandone indelebilmente, con le sue decisioni, le sorti.

Dice di lui il Dr. Acquaviva: bq. "legatissimo a Taranto, quando tornò qui, nel 1961, quale Comandante in Capo del Dipartimento M.M., trovò che c'era ancora un gran distacco tra gli alti gradi della Marina e la città e subito si diede a demolire quel diaframma che si era creato per una serie di circostanze; aprì le sale dell'Ammiragliato, entrò nelle case dei suoi concittadini, ma soprattutto si calò immediatamente nei problemi di Taranto; erano i giorni ed i mesi in cui si realizzava il IV Centro siderurgico.

Cominciò perciò a progettare il trasferimento della Stazione navale in Mar Grande, per affrancare Taranto dalle aperture del ponte girevole; pensava di realizzare qui un istituto di alta specializzazione tecnologica, fece approntare un piano di ristrutturazione ed ammodernamento dell'Arsenale".

Michelagnoli+Acquaviva-rid L'Amm. Michelagnoli con il dott. Acquaviva negli anni '60 (alle spalle si intravede l'Amm. Pelosi)

di José Minervini
(Estratto dal Corriere del Giorno di Domenica 2 ottobre 2011)

... Ia persona di cui mi accingo a scrivere è l'ammiraglio Alessandro Michelagnoli che fu capo di stato maggiore della Marina Militare Italiana e Medaglia d'argento al Valor militare: la sua vita costituisce infatti un importante capitolo della storia della nostra Marina e il suo bel nome sfolgora di giusta e meritata gloria. Tutti sull'attenti, amici lettori, per questo concittadino illustre nato a Taranto il 18 agosto del 1905, sotto il segno del leone ...

pontegirevoleRapporti tra Marina e Taranto

Non vi è dubbio che la Marina Militare è una presenza di notevole peso nel contesto cittadino che lo influenza e ne è influenzata. Si può dire che non ci sia famiglia a Taranto e nel tarantino che non abbia avuto o abbia almeno un suo membro impiegato direttamente nella Forza armata o in strutture ad essa connesse. Si tratta di due comunità che devono vivere in simbiosi per il bene di entrambe ed ecco allora che il recupero di quel distacco che, nell'immediato dopoguerra, si era venuto a creare, è da valutare come qualcosa di altamente positivo, di cui l'Ammiraglio Michelagnoli può essere considerato il primo entusiasta artefice e che poi, dopo di lui, continuerà fino ai nostri giorni.

L'attenzione verso le nuove tecnologie Nell'impostare il nuovo programma navale per la marina degli anni '70, si rivolge alle tecnologie innovative, convinto che solo con mezzi d'avanguardia si può essere presenti ai massimi livelli di responsabilità nello scacchiere mondiale. La nuova tecnologia era, allora, qualcosa di molto impegnativo per l'industria nazionale, ma l'adeguarsi al nuovo, per essere in grado di rispondere alle richieste di Michelagnoli, è stato anche insostituibile stimolo ad abbandonare progetti più facili ma vecchi e superati, ad acquisire il necessario know-how, a cercare cooperazioni internazionali, a crescere, insomma, in una dimensione meno provinciale. Le industrie nazionali, così sollecitate, rispondono con entusiasmo e si assiste in quegli anni ad una rapida conversione verso tecnologie più moderne che le porteranno, in breve tempo, ad essere partner paritetici di prestigiose industrie straniere, fino ad acquisire, in proprio le capacità di realizzare prodotti di eccellente qualità . Il tema dell'alta tecnologia, individuato e perseguito dall'Ammiraglio Michelagnoli come una delle maggiori possibilità di sviluppo delle industrie nazionali e quindi anche di quelle meridionali e quella sua volontà di voler creare a Taranto un polo tecnologico di alta specializzazione, legano in maniera ancora più stretta gli ideali di questo illustre personaggio con quelli della Fondazione omonima.

Le ricadute su Taranto: La conversione delle industrie locali, il potenziamento dell'Arsenale e La Nuova Stazione navale

L'attenzione dell'Ammiraglio Michelagnoli non si allontana mai da Taranto ed anche in questo settore la sua azione si rivela fondamentale per il suo progresso tecnologico. E' merito proprio delle decisioni prese dall'Ammiraglio Michelagnoli, se, a Taranto, dove ha sempre gravitato la componente più significativa della Squadra navale, si avvia un programma di potenziamento delle capacità del locale Arsenale, e si trascinano le industrie tarantine verso le nuove tecnologie, per poter continuare ad operare sulle Navi divenute molto più sofisticate in tutti i loro sistemi. Anche la Nuova Stazione navale, che sta vedendo la luce in questi anni, è stata una sua grande intuizione; nella ricerca di reciproche utilità sia per la Marina che per la cittadinanza. La Nuova Stazione navale significherà per la Marina rendere le sue Navi più pronte e dotate di migliori servizi; per la città, la possibilità di accedere, per usi di collettivo interesse, alle aree demaniali che saranno rese disponibili dal trasferimento delle Navi in Mar Grande. Certo, molte altre cose egli avrebbe potuto iniziare anche dopo aver lasciato il Servizio, ma un malore lo colpisce ad Ischia nell'estate del 1969 e muore la notte del 15 settembre dello stesso anno.

di Aldo De Florio
.. la figura dell'Ammiraglio Michelagnoli emerge in tutta la sua grandezza non solo per l'appartenenza ad una "dinastia" di "alto lignaggio", come si sarebbe detto in altri tempi, ma soprattutto per le qualità individuali di uomo e di militare. Un grande uomo che ha sempre mostrato profondo amore per la propria città natale contribuendo al suo sviluppo in un periodo ...

L’Ammiraglio Michelagnoli non è stato solo Ufficiale intelligente, dal piglio autoritario, determinato e ricco di iniziative. Dice di lui ancora Acquaviva, bq. "Quel che sorprendeva in Michelagnoli era la sua vasta cultura ... Mi chiedevo, parlando spesso con lui, come avesse fatto tra imbarchi, guerre e comandi impegnativi, ad apprendere tanto: non c’era argomento che lo sorprendesse impreparato e parlava di letteratura, di filosofia, di economia come uno studioso specifico. Mi ricordo, tra l’altro, che un giorno, conversando di varie cose, ci trovammo a parlare del concetto di autorità. Citò Bacone come se lo avesse letto un’ora prima; in quegli anni la narrativa italiana si arricchì dell’opera di Giuseppe Berto, lui la conosceva già tutta ed aveva seguito anche le polemiche sul premio Viareggio. Sapeva tutto D’Annunzio e si rammaricava del fatto che la produzione del poeta-soldato non fosse apprezzata, perché non era conosciuta. Aveva due hobby: una barchetta a remi ed una "seicento" con le quali, quando poteva, difendeva la sua "privacy". Alessandro Michelagnoli, pur nel riserbo e nel silenzio che sono modi propri di operare della gente di mare, tanto ha fatto per il progresso della Marina e di Taranto.

Nell'ottobre dell'86, il Comitato Promotore della Fondazione, costituito col patrocinio della Marina Militare, volle dedicargli la nascente istituzione, perchè più di ogni altro ne rappresentava i valori e gli ideali.

marinai

Nel mio lungo itinerario pubblicistico prima, giornalistico poi, snodatosi sempre a Taranto, base navale importante della nostra Marina militare, ebbi l'opportunità di incontrare e conoscere tanti ufficiali d’ogni grado, con alcuni dei quali contrassi anche cordiale amicizia. Conobbi l'Ammiraglio Alessandro Michelagnoli del quale ammirai subito la vasta cultura in ogni campo. Mi chiesi subito come avesse fatto quell'uomo che tra imbarchi, incarichi vari in Italia e all'estero, guerre, comandi impegnativi, non doveva aver avuto molto tempo a disposizione per leggere e studiare ed essere così colto.

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