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Home Le Scogliere sommerse Le scogliere sommerse

L'installazione di strutture artificiali sul fondo marino per incrementare la pesca produttiva, lo sviluppo della molluschicoltura e proteggere la fascia costiera è stato del'obiettivo del progetto "Coastal Zone Management" gestito dal prof. Cosimo Sebastio, direttore della Scuole di Maricoltura a Taranto, per conto dell'Università di Bari e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole. Scogliere artificiali sottomarine sono state installate a Taranto nelle acque delle Isole Cheradi.

Le scogliere sommerse, o barriere artificiali, sono ormai utilizzate e diffuse in tutto il mondo. Il Giappone detiene il 90% del volume totale di esse, pari a 22.500.000 m3, gli Stati Uniti sono la seconda nazione con il 5%, pari a 1.250.000 m3, mentre l’Europa con il 2% detiene 500000 m3. Il Giappone Nel settore delle scogliere sommerse, il Giappone, oltre ad essere il maggior produttore e detentore, ha alle spalle una storia ultracentenaria.

L’interesse per questo tipo di strutture, e per i risultati raggiunti in Giappone, si è destato negli americani, a partire dalla metà degli anni ’60, grazie alle informazioni raccolte sul posto, in occasione di sopralluoghi scientifici e professionali, affiancati dalla consultazione di rapporti amministrativi e di pubblicazioni scientifiche, per lo più redatte in giapponese perché ad uso prevalentemente interno.

L’esperienza spagnola e quella francese Secondo l’esempio del Giappone e degli USA, il Mediterraneo ha conosciuto un certo sviluppo nella costruzione delle scogliere sommerse, con lo scopo di ottenere un accrescimento della produzione ed una migliore valorizzazione della risorsa biologica litorale, in un contesto di relativa povertà e di degrado delle popolazioni ittiche, conseguenza delle alterazioni dell’ambiente e dell’overfishing.

Le scogliere sommerse in Italia Il primo esperimento in Italia fu realizzato nel 1970 a Varazze (SV), mediante l’affondamento di 1300 carcasse di auto, a profondità tra 35 e 50 m. Questo esperimento non ebbe alcun supporto scientifico, né in fase di progettazione, né in fase di realizzazione. Tutto si basò su informazioni provenienti da esperienze analoghe, effettuate negli USA da pescasportivi.

Materiali, forme, disposizioni Come si è già detto, gli scopi, le finalità e le motivazioni, che portano alla costruzione di una scogliera sottomarina possono essere molteplici. Così come diversi sono i materiali utilizzati per la fabbricazione dei singoli moduli; il design adottato dai vari produttori e studiosi; la disposizione dei moduli al fine di ottenere gli scopi prefissati.

La fauna del fondale a SUD dell’Isola di S. Pietro Poriferi Chondrosia reniformis, Verongia aerophoba, Ircinia variabilis Cnidari Idrozoi Algaophenia pluma Antozoi Anemonia sulcata e Aiptasia mutabilis Molluschi poliplacofori Chiton olivaceus, Lepidopleurus cajetanus Gasteropodi Clanculus cruciatus, Monodonta turbinata, Rissoa variabilis, Vermetus triqueter Bivalvi Lithophaga lithophaga, Striarca lactea, Ostrea edulis, Arca noae Crostacei Eriphia verrucosa, Pachygrapsus marmoratus Echinodermi Paracentrotus lividus, Arbacia lixula, Coscinasterias tenuispina, Ophioderma longicaudum

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