Text Size

La musealizzazione di Navi militari

di Giuseppe Mastronuzzi

 

La musealizzazione di unità navali, militari o civili che siano, si pone due obiettivi principali:

1 – la preservazione di unità che abbiano avuto un significato nella storia del Paese e/o della marineria che le ha armate e/o nella evoluzione tecnologia delle società che le ha realizzate;

2 – la realizzazione di contenitori al tempo stesso dedicati alle diffusione della cultura del mare ed alla educazione delle generazioni più giovani alla vita sul mare, come ogni vita in ambienti naturali, maestro di vita.

A cascata rispetto questi due obiettivi di valore incalcolabile è la realizzazione di una struttura che se gestita in maniera dinamica e ramificata contribuisce alla economia di aree urbane. Gli esempi di realizzazioni simili sono molteplici in tutto il mondo; ci sembra il caso di ricordare però in questa sede il solo caso della città di Portsmouth in Inghilterra meridionale. Qui la storica base navale della Royal Navy risalente al 1194, ha iniziato un veloce processo di predestinazione dovuto alla riduzione quantitativa della flotta. In pochi anni, dopo aver visto realizzato in rapida successione il restauro conservativo a fine di musealizzazione della HMS Victory (1765), ammiraglia di Nelson a Trafalfgar, e della HMS Warrior (1860), la prima corazzata al mondo, la città di Portsmouth grazie alla coordinamento fra Royal Navy, le amministrazioni locali, il Marittime Historical Trust e i privati ha visto realizzarsi la più grande esposizione museale marittima della Gran Bretagna: il Royal Naval Museum. Esso oltre ad esibire le due storiche navi conserva il Mary Rose (1509) - voluto da Enrico VIII e il cui relitto è stato recuperato dal fondo del mare -, ed altre più piccole navi storiche, nonché ha musealizzato i grandi magazzini dei viveri, le corderie e buona parte dei bacini di carenaggio. Oggi questa struttura museale ospita sino a 120mila visitatori all’anno e funge da centro di diffusione della cultura del mare attraverso stage per studenti di ogni ordine e grado con l’ausilio delle Università e degli enti di ricerca locali.

Negli ultimi dieci anni sono stati almeno una quindicina i casi di unità navali trasformate in museo in molti paesi della comunità europea (Francia, Danimarca, Svezia, Grecia, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna) e nel resto del mondo (Corea del Sud, Taiwan, Brasile, Argentina, Cile, Russia, Stati Uniti, India). Esse sono tutte più o meno coeve al Vittorio Veneto e quindi realizzate con tecnologie simili e con stessi materiali che hanno comportato identici problemi di musealizzazione. In alcuni casi si tratta di unità a propulsione nucleare. 

 

GERMANY
Marinemuseum (Navy Museum) Wilhelmshaven:
Destroyer Mölders (1966/1969) and Mine Hunter Völklingen (1959-1960) Opening 2003 

 

RUSSIA
Cruiser Mikhail Kutuzov (URSS
1950/1956) Museum Ship at Novorossik Sea Port Terminal Opening 2001 

 

 

DENMARK
Destroyer Peter Skram (1963/1966) Museum Ship at Copenaghen Opening 2004