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Rendere una nave “museo”. Un’impresa complessa

Le attività propedeutiche alla musealizzazione

Interventi prioritari

Tenuto conto degli anni in cui la nave è restata ferma al suo posto di ormeggio, dei rilievi effettuati dal RiNa, su commissione della Marina, che individueranno interventi prioritari di assoluta urgenza per garantire la galleggiabilitá  e la sicurezza nell’immediato della nave, è indispensabile un’accurata visita subacquea in carena con rilievi fotografici e di spessore nelle zone piú a rischio corrosione. Questa operazione indirizzerá meglio il successivo ingresso in bacino per le necessarie manutenzioni (raddoppi/sostituzioni di lamiere corrose del fasciame, irrobustimento di strutture danneggiate, controllo della chiusura stagna di tutte le prese a scafo effettuata a suo tempo dall’Arsenale nei lavori per il passaggio in disarmo della nave). Ma qual è la fotografia attuale dell’interno nave sia al disotto del ponte di coperta che all’interno di hangar, plancia Comando, COC e in generale di tutte le sovrastrutture? Domanda complessa a cui si puó rispondere solo facendo una scrupolosa visita a bordo. Visite che i rappresentanti della Marina, custode della nave, hanno fatto a intervalli regolari per tutto questo tempo di ormeggio a Mar Piccolo. Per consentire ció, occorre far circolare aria forzata da ventilatori all’interno di tutti i locali e predisporre adeguatamente le portellerie esterne ed interne per garantire un ricambio totale e continuo d’aria; va valutata, con esplosimetri ed effettuando ripetuti  rilievi di fibre aerodisperse, qual’è la situazione ambientale interno nave.

Occorre predisporre un circuito di illuminazione in bassa tensione di adeguata capillaritá per eseguire i percorsi di ronde conoscitive dello stato complessivo della nave. Il personale tecnico incaricato deve necessariamente essere dotato di tutti i dispositivi di sicurezza del caso (maschere con idonei filtri, tute, calzari, guanti, elmetti, autorespiratori qualora l’atmosfera interna non garantisca i requisiti di igiene e vivibilitá ecc.).  

 

Dai primi rilievi effettuati discenderá la prioritá di sanare tutte le situazioni di mancanza di sicurezza al transito di persone e materiali (scale di accesso ai vari compartimenti, integritá del piano di calpestio, portelleria mancante o non in sicurezza, puntellamento di strutture deformate o pericolanti ecc.) in attesa di decidere per i lavori strutturali del caso. Occorrerà inoltre rimuovere i carichi pericolanti e/o di ostacolo ai percorsi di circolazione all’interno e all’esterno della nave ecc., e prosciugare locali allagati che dovranno essere monitorati con attenzione per individuare eventuali falle o rientrate pur minime di acqua.

 

 

Mappatura amianto e valutazione dei rischi

Ottenuta la fotografia attuale della nave si passerá poi all’aggiornamento della mappatura amianto in dotazione all’Unitá che nel corso dei lavori dal 1989 (anno di entrata in vigore della legge di divieto di impiego dell’amianto) fino al passaggio in riserva si sono succeduti a scadenze prestabilite. Le varie bonifiche hanno interessato i fasciamenti delle caldaie e le turbine a vapore nonché tutti i circuiti caldi dell’apparato motore, le canne fumarie, le coibentazioni delle paratie e degli alloggi, le intercapedini, i rivestimenti delle tubazioni, gli elementi diffusi quali guarnizioni e giunti di dilatazione ecc. L’amianto non deve considerarsi oggi come un elemento  pericoloso al solo pronunciare il termine. Le tecniche di inglobamento e incapsulamento sono ormai consolidate e si applicano con ottimi risultati nelle aree dove l’inaccessibilitá e/o la non costo efficacia della sostituzione di un elemento sono ostative alla risoluzione del problema ambientale.

Peraltro va detto che nei progetti di musealizzazione della nave, i compartimenti dell’apparato motore e in generale quelli a livello dei ponti inferiori non saranno accessibili alle visite, ancorché completamente bonificati e non a rischio dispersione di fibre nocive, ma visibili dall’alto con sfinestrature di protezione atte allo scopo.

Allestiti i cantieri di bonifica si procederá ai lavori necessari per porre in piena sicurezza ambientale tutte le zone.

Accanto alla mappatura amianto si affiancherá l’aggiornamento del piano di valutazione dei rischi esistenti a bordo.

I liquidi infiammabili, quali combustibili e lubrificanti, le sostanze chimiche e tutti i prodotti pericolosi furono recuperati all'atto dei lavori di passaggio in riserva della nave. Furono anche pulite e rese gas-free tutte le casse e depositi relativi, i pozzi neri e numerose celle secche e locali al di sotto della linea di galleggiamento. Fu trattata completamente la carena in bacino con l’idropulitura ad alta pressione e l’applicazione dei cicli di pittura anticorrosiva e antivegetativa con i prodotti dell’epoca. Operazione che andrá ripetuta al termine dei lavori di bacino utilizzando nuove e piú durature pitture per prevenire la corrosione dell’acqua marina. Non si dovrá fare a meno della cintura di protezione galvanica per evitare corrosioni passanti dovute a correnti galvaniche in circolo e nel caso pensare ad installare un sistema di anodi attivi a correnti impresse.

Una particolare protezione anticorrosiva dello scafo può essere fatta ricorrendo al rivestimento in fibra di vetro che forma una barriera vetrosa a più strati che rimane stabile per lunghi periodi e può consentire la pulitura dello scafo dal fouling direttamente in acqua senza ricorrere al bacino. La pulizia sottomarina dello scafo può diventare opportunità effettuando la ripresa televisiva dell’operazione contemporaneamente fruibile dai visitatori  sugli schermi della nave museo.

 

 

Adeguamenti per una fruizione in piena sicurezza

Un segmento importante di lavori propedeutici alla musealizzazione consisterá nella realizzazione dei percorsi di visita in totale sicurezza, anche per visitatori diversamente abili, nell’installazione ex novo di tutti gli impianti e circuiti primari per garantire luce, acqua, servizi igienici, condizionamento e riscaldamento, reti informatiche e telefoniche;  andranno installati idonei ascensori per spostarsi dai vari livelli e realizzati  tutti gli allestimenti necessari a seconda della diversa tipologia di locali. I percorsi di visita e i locali di transito e di utilizzo anche per manifestazioni complesse quali conferenze, eventi sociali, mostre ecc. sono già stati definiti nello studio di fattibilità elaborato dalla Fondazione.

Oltretutto all’interno nella zona Centro Nave gli spazi dovranno essere divisi, adeguati e riconfigurati con l’eliminazione di alcune paratie divisorie per ricavare ambienti di idonee dimensioni da utilizzare come aree espositive del Centro di Cultura navale e Marinara di cui si intende dotare la nave

Occorrerá poi acquisire e sistemare tutto ció che serve per rendere l’ambiente fruibile in piena sicurezza.

Una valutazione economica dei costi da sostenere è contenuta nei vari progetti elaborati nel corso degli anni, come quello della Fondazione Michelagnoli, ma andrá attualizzata dopo gli esiti delle visite conoscitive da svolgere a bordo della nave.

L’elemento ostativo alla realizzazione del progetto di musealizzazione non risiede soltanto nei costi da sostenere ma nella volontá politica e nell’interesse della cittadinanza a credere in tale scelta confermando il forte legame che esiste tra la nave e la Cittá avendo condiviso anni e anni di vicende civili e militari, con implicazioni sociali, culturali ed economiche.

Cancellare il passato equivale, per una comunitá, al racconto di un presente senza identitá e valori guardando ad un futuro senza memoria.

La musealizzazione del Vittorio Veneto potrebbe essere un momento forte di aggregazione dei cittadini contro la decadenza di Taranto, teso al recupero delle proprie radici piú vive; per le maestranze dell’Arsenale rappresenterebbe una straordinaria possibilitá di contribuire alla messa in sicurezza della nave e al riallestimento degli interni con i numerosi cimeli sino ad oggi custoditi dalla Marina e con gli apparati di difesa e di scoperta ancora esistenti sia a bordo che nei depositi a terra.