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Thursday, 08 September 2016 09:38

Come sta il mare? Chiedetelo ai Cetacei

 

A luglio sette esemplari di capodoglio sono stati avvistati nelle acque del Golfo di Taranto. Gli ospiti del catamarano Taras della Jonian Dolphin Conservation furono i fortunati testimoni dell’evento che inaspettatamente anticipava il Workshop e offriva l’occasione per alcune considerazioni sulla importanza ecologica dei cetacei.

 

Come sta il mare? Chiedetelo ai capodogli

 

 

 

La Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli Onlus, nata nel 1989, con il patrocinio della Marina militare, opera per promuovere la cultura del mare e favorire la conoscenza globale del mondo marittimo e navale con una ricca produzione editoriale e con progetti, rassegne e convegni per la valorizzazione della ricerca, l’educazione ambientale marina, la tutela dell’ambiente marino, l’interesse per la portualità e la sicurezza marittima.

La presenza dei Capodogli nelle acque del Golfo di Taranto, al di là delle emozioni che alcuni giorni fa ha regalato al fortunato gruppo di increduli turisti del catamarano della Jonian Dolphin Conservation, induce ad una serie di considerazioni sulla conservazione dell’ambiente che superi la valenza estetica per diventare principio fondamentale che governa la nostra vita.

Il Capodoglio fa parte delle otto specie di cetacei che vivono nel Mediterraneo insieme a diverse altre specie visitatrici occasionali ed è inserito nelle liste rosse dell’Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) in categorie che evidenziano la necessità di urgenti azioni di conservazione e protezione. Insieme al Capodoglio, tutti i cetacei sono indicatori biologici dello stato di salute globale del mare perchè molto sensibili alle variazioni ambientali di varia origine e natura e perché, situati ai vertici della catena alimentare, la loro perdita come predatori di vertice ha ripercussioni sugli ecosistemi marini in cui vivono. Occorre conservare i cetacei sia per l’importanza ecologica che essi rivestono, sia per le ricadute positive che la loro conservazione può avere nei confronti di altre specie che con essi convivono e più in generale del loro ambiente.

Il fascino del Capodoglio sul grande pubblico intrinsecamente promuove la conservazione dell’ambiente marino.

Il nostro mare Jonio è un’area importante per la conservazione dei cetacei in un Mediterraneo ormai impoverito e assicurarne il “Buon Stato Ambientale” (Ges – good environmental status) è l’obiettivo che la strategia ambientale marina dell’Unione Europea impone di raggiungere entro il 2020.

La Direttiva Europea “Marine Strategy” identifica 11 descrittori della qualità dell’ambiente marino e chiede agli Stati di predisporre opportuni strumenti di monitoraggio e controllo, fra cui il monitoraggio delle popolazioni di cetacei e del rumore subacqueo distinto tra quello intermittente (sonar, airgun) e quello continuo a bassa frequenza (principalmente dovuto a traffico navale). È importante sottolineare come per la prima volta si riconosca il rumore sottomarino come una vera e propria forma di inquinamento dei nostri mari che riveste un ruolo importante perché contribuisce fortemente ad alterare l’ambiente acquatico in cui i cetacei vivono. In acqua il suono si propaga 5 volte più velocemente che in aria e questo consente ai cetacei di comunicare a decine e anche centinaia di km di distanza. Ma un aumento di soli 6 decibel di rumore dimezza la distanza alla quale i cetacei possono comunicare fra loro.

Il suono è un elemento importante per la vita dei cetacei e ne condiziona il comportamento. Il richiamo sessuale, la percezione dell'ambiente e la cattura delle prede avviene con l’emissione di segnali di suono. I Capodogli in particolare hanno sviluppato specifici adattamenti per sfruttare il suono oltre che come strumento di comunicazione su grandi distanze anche di “visione” subacquea tramite l’ecolocalizzazione.

L’impatto del rumore sottomarino è rivolto in particolare agli eventi puntiformi legati a sorgenti di alta potenza, come i sonar e gli airguns per le ricerche sismiche, che possono provocare gravi danni fisici alle strutture dell’apparato uditivo oltre a panico, traumi meccanici ed embolie fino alla morte degli animali.

Ora però si sta affermando una maggiore attenzione sulle emissioni costanti di rumore che derivano dal traffico navale; dalle vibrazioni che si propagano dalla costa; dal rumore diffuso anche a grande distanza dalle ricerche sismiche.

Il rumore a bassa frequenza, fino a 1 Khz, oltre ad interferire con la comunicazione dei cetacei, può produrre stress e alterazione delle rotte fino all’abbandono di determinate aree.

Emerge quindi sempre più la necessità di definire norme per la navigazione e per le attività potenzialmente dannose, sia all’ambiente marino in generale sia in particolare alle aree più significative per la sopravvivenza dei cetacei (rotte di migrazione, aree di riproduzione, aree di alimentazione).

La Fondazione Michelagnoli, nell’intento di favorire una maggiore consapevolezza sulla presenza e le esigenze di queste specie e sulla necessità di adottare procedure di azione per una migliore conservazione, riunirà in un workshop al Circolo Ufficiali della Marina militare, il 30 settembre, relatori appartenenti al mondo universitario e della ricerca, esperti di diritto internazionale del mare, di bioacustica marina, di fisica nucleare, ricercatori e biologi marini per avere indicazioni, pareri e criteri sulle tematiche di tutela e salvaguardia dei cetacei e sulla tendenza evolutiva della funzionalità ecologica del nostro mare.

Un ambiente marino sano ricco e produttivo, che mantenga popolazioni di cetacei in stato favorevole di conservazione è un bene da tutelare che ha una valenza estetica e culturale, elemento di sicuro richiamo turistico a Taranto.

A settembre un convegno al Circolo Ufficiali

Fondamentale conservare questi cetacei

Servono norme per tutelarne la sopravvivenza