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2010 - Il relitto, l'ambiente marino e il turismo subacqueo

 L’iniziativa progettuale
L’iniziativa progettuale sul tema “Il Relitto, l’ambiente marino e il Turismo subacqueo”, avviato a seguito delle istanze di operatori turistici e “diving center” che auspicano un miglioramento dell’offerta dell’immersione subacquea, si articola in:

  • - un Progetto di studio e ricerca,
  • - un Convegno;
  • - una Rassegna di dati, immagini e video sul tema indicato.

L’iniziativa tende, oltre che a migliorare le potenzialità di sviluppo turistico, a favorire nel contempo la ripresa di ambienti naturali degradati e il ripopolamento ittico di aree oggi impoverite.
La pratica di “affondare” relitti come misura di promozione di interessi turistico-ricreativi genera di riflesso il ripopolamento ittico e realizza barriere antistrascico che consentono di ricostruire le risorse biologiche costiere degradate da un intenso sfruttamento di pesca. E’ però lo scuttling di un relitto, previa operazione di bonifica e nel rispetto delle condizioni di massima sicurezza ambientale, che rappresenta il mezzo più idoneo per promuovere la subacquea ricreativa perchè è il relitto a creare nuovi e suggestivi scenari per l’industria turistica subacquea.
In Italia la pratica dello "scuttling" non ha la stessa fortuna che incontra in altri Paesi europei, ove riesce ad attrarre anche cospicui finanziamenti.
Tale pratica non viene ancora attuata in Italia anche perchè trova, in via di principio, condanna nelle disposizioni internazionali in materia di “dumping” e un orientamento contrario nella recente Convenzione internazionale in tema di “Wreck Removal”. Tuttavia la proposta di legge n. 3626 “Chiappori ed altri” mira a riproporre il tema per le unità radiate della Marina Militare e offre l’occasione per una serena disamina della questione, in un’ottica di sviluppo del turismo subacqueo.
L'immersione subacquea ricreativa è uno dei mercati del turismo in forte progressione e con un potenziale ancora inespresso nella destagionalizzazione. Quindi si stima che la capacità redditiva del turismo subacqueo possa essere elevata.
Si cita che il governo maltese negli ultimi anni ha intrapreso un programma per aumentare il numero dei luoghi per l’immersione subacquea a Malta con la pratica dello scuttling, l’affondamento intenzionale di relitti, opportunamente preparati e bonificati.
Il Convegno, organizzato e promosso dalla Fondazione Michelagnoli a Taranto il 26 Novembre 2010, presso il Circolo Ufficiali della MMI, in un contesto adeguato e con la presenza di numerosi stakeholder, vuole stimolare con l’aiuto di esperti una seria riflessione sulla possibilità che possa essere accolta in Italia la pratica dello “scuttling”.
La Rassegna che viene presentata a margine del Convegno “Il relitto, l’ambiente marino e il turismo subacqueo” è una Rassegna di dati, immagini e video costituita da poster di grandi dimensioni (70x100) che trattano il tema e da uno slideshow che si alterna a filmati video girati in aree interessate da relitti sommersi di particolare importanza.

I Risultati attesi:
- richiamare l’attenzione generale sul patrimonio naturalistico dei nostri mari
- promuovere il rispetto e la tutela dell’ambiente marino
- favorire iniziative nell’interesse dell’ambiente marino, dei subacquei, dei ricercatori e del turismo subacqueo
-aumentare e impiegare le figure professionali legate al turismo
-promuovere la subacquea ricreativa e il processo di destagionalizzazione dei flussi turistici
-creare nuove opportunità di impiego nel campo della bonifica di mezzi navali.

 Piano della Rassegna
PROGETTO

 


“IL RELITTO, L’AMBIENTE MARINO E IL TURISMO SUBACQUEO”
CIRCOLO UFFICIALI MMI – TARANTO 26 NOVEMBRE 2010

PIANO DELLA RASSEGNA
La Rassegna sarà costituita da poster di grandi dimensioni (70x100) che svilupperanno i temi di seguito indicati:
- lo scuttling di un relitto
- le barriere sommerse e il ripopolamento ittico

- I riferimenti legislativi in materia
Riferimenti legislativi italiani per la pratica dello scuttling per la dismissione di
pescherecci e creazione di barriere sommerse
Riferimenti legislativi internazionali per la bonifica del relitto e la protezione
dell’ambiente
Riferimenti legislativi per la creazione di “Oasi Blu”

- Caratteristiche e preparazione del sito di affondamento
- La preparazione della nave per lo scuttling
- La Valutazione di Impatto Ambientale relativa allo scuttling di un relitto
- Potenziali impatti ambientali correlati con lo scuttling e proposte di mitigazione
- I rischi connessi con un improprio posizionamento di un relitto
- Lo sviluppo di un sito d’immersione e le esigenze dell'industria e del turismo
subacqueo
- I più importanti siti di immersione con relitto nel mondo

La Rassegna sarà integrata dalla proiezione in continuo di slideshow e filmati video girati in aree interessate da relitti sommersi di particolare importanza, in collaborazione con @DI – Dive Information di Giuseppe Pignataro.

 Dalla stampa
Il turismo del mare in Italia rimane ancorato al filone della balneazione e della nautica da diporto. Ma c’è un turismo di nicchia che aspetta di essere riscoperto. E’ il turismo subacqueo ricreativo che in altri paesi sta avendo una crescita significativa, proponendosi come uno dei mercati del turismo in forte progressione e con un potenziale ancora inespresso nella destagionalizzazione.

Lungo le coste dell’Australia, così come in Canada o in Florida, in Cornovaglia o nella vicina Malta, la prassi di “affondare” relitti come misura di promozione di interessi turistico-ricreativi, ha preso ormai piede da alcuni anni, scoprendo come la capacità redditiva del turismo subacqueo possa essere elevata.  Il governo maltese negli ultimi anni ha intrapreso un programma per aumentare il numero dei luoghi per l’immersione subacquea a Malta con la pratica dello “scuttling”, l’affondamento intenzionale di relitti, opportunamente preparati e bonificati.
L’affondamento di un relitto crea una barriera artificiale sommersa che ha la capacità di richiamare grandi quantità di pesci ed altri organismi marini, soprattutto offrendo appiglio alle forme sessili (quali spugne, gorgonie, ecc.) e di proporre nuovi e suggestivi scenari per la subacquea ricreativa. E’ così che lo “scuttling” genera di riflesso il ripopolamento ittico e realizza barriere antistrascico che consentono di ricostruire le risorse biologiche costiere degradate da un intenso sfruttamento di pesca.
Ma anche se tutte le strutture poste in mare possono fungere da barriere artificiali, lo scuttling di una nave da guerra, previa operazione di bonifica e nel rispetto delle condizioni di massima sicurezza ambientale, rappresenta il mezzo più idoneo per promuovere la subacquea ricreativa perchè è il relitto a creare nuovi e suggestivi scenari per l’industria turistica subacquea.
L’affondamento di un relitto su fondi sabbiosi oltre che ostacolare la pesca a strascico, che ha il maggiore impatto sugli stock ittici, consente di creare, attorno alle strutture, vere e proprie oasi biologiche. Così se si colloca un relitto in un luogo strategico selezionato e si attua una politica di divieto della pesca nell’area circostante, si possono esportare i benefici del ripopolamento ittico nelle aree di pesca limitrofe e oltre al turismo subacqueo ricreativo si può dare impulso a iniziative indotte, di carattere sportivo, didattico e scientifico.
Il nostro mare è sempre più povero di pesce e i nostri fondali sempre più desertificati e affondare deliberatamente e in modo controllato relitti di navi o strutture industriali similari, opportunamente bonificati, può favorire la ripresa di ambienti naturali degradati, il  ripopolamento ittico di aree oggi impoverite e servire da incentivazione e attrazione per il turismo subacqueo.
Un’iniziativa legislativa della Commissione Difesa della Camera è volta ad autorizzare la Marina militare ad affondare le navi radiate dai ruoli del naviglio militare, ovviamente bonificate da qualsiasi residuo tossico o pericoloso, al fine di incrementare il patrimonio culturale subacqueo e, nel lungo periodo, le riserve ittiche e il turismo di coloro che amano le immersioni.
Il Convegno “il relitto, l’ambiente marino e il turismo subacqueo” organizzato e promosso dalla Fondazione Michelagnoli a Taranto il 26 Novembre 2010, alle ore 16.00 presso il Circolo Ufficiali della MMI, in un contesto adeguato e con la presenza di numerosi stakeholder, vuole stimolare con l’aiuto di esperti una seria riflessione sulla possibilità che possa essere accolta in Italia la pratica dello “scuttling”.
La Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli Onlus, da anni impegnata nella promozione della cultura del mare e nella divulgazione della conoscenza del patrimonio ambientale marino, a margine del Convegno “Il relitto, l’ambiente marino e il turismo subacqueo” presenta una Rassegna di dati, immagini e video elaborata con il supporto di @DI-Diving information di Giuseppe Pignataro. La Rassegna, costituita da poster di grandi dimensioni (70x100) che trattano il tema dello “scuttling” è integrata da uno slideshow che si alterna a filmati video girati in aree interessate da relitti sommersi di particolare importanza.
L’iniziativa della Fondazione Michelagnoli vuole richiamare l’attenzione generale sul patrimonio naturalistico dei nostri mari, promuovere il rispetto e la tutela dell’ambiente marino, promuovere la subacquea ricreativa e favorire iniziative nell’interesse dell’ambiente marino, dei subacquei, dei ricercatori e del turismo subacqueo.
Il Convegno ha il patrocinio del Ministro del Turismo e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, oltre che della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Taranto.
A sostenere l’iniziativa numerosi sponsor tra cui BASILE PETROLI, CASSA EDILE della Provincia Jonica, SIMAV società di logistica e manutenzione, RACCOMAR Raccomandatari Marittimi della Puglia, ASSOSUB Associazione dei Produttori Subacquei, EXPOMED e MEDITERRANEUM  Acquario di Roma, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, MECQ e COLTRI SUB.


Interessante  Convegno della Fondazione Michelagnoli a Taranto

Un Convegno che ha riscosso la partecipazione di un pubblico attento e competente quello svoltosi venerdì 26 Novembre presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare. Il tema “il relitto,  l’ambiente marino e il turismo subacqueo” ha richiamato a Taranto numerosi appassionati di immersione subacquea venuti da più parti d’Italia  a condividere la passione per il mondo sommerso. “Scuttling” è stata la parola chiave del Convegno. Il termine inglese indica l’affondamento deliberato di relitti che il Convegno propone come misura di promozione di interessi turistico-ricreativi  e di ripopolamento ittico in aree oggi impoverite.  Una questione delicata e controversa che coglie una importante opportunità ma che trova pareri e orientamenti discordi, dettati da una forte etica ambientale. “E’ un convegno che nasce dalla passione ma anche dalla ragione che ci fa guardare al mare con l’ottica dello sviluppo sostenibile” ha detto Salvatore Mellea, Direttore Generale della Fondazione Michelagnoli, nell’introduzione ai lavori coordinati da Matteo Baradà, Presidente del Comitato Scientifico. Numerosi i relatori che si sono avvicendati dopo il saluto di Gianni Cataldino Vice Sindaco della città e la lettura del messaggio del Ministro Prestigiacomo. L’esigenza di riportare in Italia il flusso turistico che ha abbandonato le  nostre coste per la carenza di strutture -la maggior parte dei relitti  si trova su fondali in profondità inaccessibili al subacqueo medio- e di offerte da parte dei “tour operator” per il “deep diving” è stata  sottolineata da Lorenzo Cervellin, Presidente di Assosub, l’associazione dei produttori subacquei.

 Il Vice Presidente della Commissione Difesa della Camera, on.le Chiappori, primo firmatario della proposta di legge n. 3626 in materia di affondamento di navi radiate del naviglio militare, ha argomentato nel suo intervento come la proposta miri a elaborare un piano per l’affondamento di navi appartenute alla Marina militare con la finalità di costituire zone di ripopolamento ittico e di richiamo turistico, affidando alla Marina militare, previa la certificazione da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’avvenuta bonifica delle navi, il compito di  procedere all’affondamento delle navi dimesse, nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza ambientale, cioè di  pulizia, bonifica e rimozione di tutti i materiali solidi e liquidi che possono essere pericolosi per l’ambiente o per i subacquei.

Un tema, quello affrontato nel Convegno, caro all’Ammiraglio di Squadra Andrea Toscano, Capo del Dipartimento del Canale d’Otranto e dello Jonio, che da sommergibilista ha avuto la possibilità di vivere intimamente la profondità dei nostri mari.  “La Marina Militare tutela la sicurezza marittima e dà estrema importanza alla tutela ambientale con attività di supporto all’archeologia subacquea e alla ricerca scientifica e percepisce come una grande opportunità il concorso allo sviluppo di un turismo subacqueo ricreativo che tuteli e rispetti l’ambiente marino” ha detto l’Ammiraglio nel corso del suo intervento. “La creazione di “reef artificiali” utilizzando  navi in disarmo è un’impresa onerosa che incontra sicuramente il parere positivo e favorevole della Forza Armata a patto che le lavorazioni connesse con la bonifica e la preparazione del relitto siano sviluppate da un ente terzo con un finanziamento ad hoc. Questa in sintesi è la considerazione che lo Stato Maggiore della Marina ha, quale commento alla proposta di legge”.

Le navi in disarmo della Marina Militare sono distribuite nelle sedi di Taranto, Brindisi, La Spezia ed Augusta. Nelle attività volte alla loro alienazione il ricavo ottenuto dal riciclo dei materiali, generalmente compensa i costi di bonifica e smaltimento dei materiali pericolosi che fanno parte dello smantellamento. In altri termini con la proposta di legge, ai costi della demolizione si sostituirebbero i costi della bonifica e preparazione della nave per l’affondamento controllato, favorendo il turismo subacqueo e la ripresa ambientale col disincentivare modalità di pesca distruttive dei fondali come la pesca a strascico.

Giovanni Fucci, Presidente dell’Associazione Paguro per la tutela di habitat marini, ricorda come tutto partì con l’esplosione e l’affondamento di una piattaforma metanifera dell’Eni al largo di Ravenna. Nel tempo l’area  divenne zona di tutela biologica frequentata da numerosi subacquei  di cui il 36% proveniente dalla regione e il resto da diversi paesi europei con un introito di circa 300.000  euro l’anno solo dal turismo straniero.

Il professor Angelo Tursi, Presidente del Conisma, Consorzio di ben 30 Università italiane che si occupano di scienze del mare, ha sottolineato come le barriere artificiali sommerse in Adriatico abbiano favorito lo sviluppo e la sopravvivenza di specie che altrimenti non sarebbero sopravvissute e come siano i substrati duri a creare habitat idonei per la biomassa e lo sviluppo di  decine e decine di specie che in fondali fangosi non si svilupperebbero. “Bisogna perciò conoscere e studiare l’ambiente dove vanno a immergersi le strutture: il mar Jonio ad esempio, ha generalmente una piattaforma carbonatica che mal si presterebbe a queste immersioni”. Tursi,  ponendo poi l’accento sulla necessità della bonifica soprattutto nei riguardi del PCB (policlorobifenili), che sia pur in minima parte produce danni all’ambiente irreparabili (una parte per milione è sufficiente ad impedire la presenza e crescita  delle larve), aggiunge che  “occorre privilegiare l’approccio precauzionale perché la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Il mondo della ricerca non dice “no” o “mai” a queste iniziative, ma richiede di esaminare con attenzione “se e quando” effettuare un affondamento per la creazione di reef  artificiali”. 

Un esempio virtuoso di quanto elevata possa essere la redditività del turismo subacqueo è quello di Malta. Kevin Fsadni, senior manager dell’Autorità per il Turismo Maltese, ha messo in rilievo come dal dopoguerra quest’isola abbia impostato la sua economia sul turismo e l’attività marittima, talchè oggi ben il 25% del PIL  a Malta viene dall’industria turistica. I relitti bellici sono a profondità tali da poter essere visitati dai subacquei e lungo la costa vi sono circa 50 siti di diving  dove si può fare turismo subacqueo dalla costa e dalle imbarcazioni, tanto che la rivista “Magazine Diver’s” ha collocato Malta al terzo posto per le attività subacquee. Recentemente sono stati affondati due traghetti nei pressi dell’isola di Gozo e nel 2008 e 2009 due dragamine. Kevin Fsadni ha osservato che “occorre studiare bene il sito di collocamento del relitto ed effettuare un’attenta esecuzione dello stripping, per eliminare le vernici antivegetative dalle superfici dello scafo”.

Un modo per guardare l’altro lato della medaglia è quello che fa riferimento al progetto voluto dall’ISPRA per l’identificazione dei relitti potenzialmente pericolosi e per valutare le migliori tecnologie possibili per gli interventi di bonifica di cui ha riferito Luigi Alcaro, Responsabile del Servizio Emergenze ambientali in mare per l’ISPRA. Alcaro ha ricordato che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha realizzato una mappa dei relitti più pericolosi per la presenza di carichi nocivi, nell’intento di garantire la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino.

Un interessante e nutrito dibattito ha poi avuto luogo con interventi mirati ai costi della bonifica, alla necessità dello stripping  per un relitto da affondare quando la stessa necessità dovrebbe esserci per la nave operativa, agli effetti dell’amianto in mare, ma anche al vantaggio che l’operazione di immersione può avere nell’interesse del turismo subacqueo.  Il Convegno si  è concluso nel segno della  ragionevolezza  che deve improntare le azioni  per una possibile convivenza tra il turismo subacqueo e la protezione dell’ambiente.  L’iniziativa della Fondazione Michelagnoli è foriera di ulteriori sviluppi  perchè turismo subacqueo e ambiente marino rappresentano importanti risorse per la sostenibilità delle nostre aree costiere.

Di rilievo l’interessante Rassegna, presentata a margine del Convegno, risultato dello studio di ricerca della Fondazione che con un approccio scientifico divulgativo tratta i diversi aspetti della questione, da quello degli impatti ambientali, biologici, socio-economici, a quello più operativo della bonifica e preparazione della nave, all’aspetto dei costi e dello scenario legislativo, fino  all’aspetto emozionale che spinge numerosi subacquei  alle settimane subacquee all’estero, descritto con le  belle immagini di Giuseppe Pignataro, campione internazionale di fotografia subacquea e degli amici subacquei che aderiscono al blog @di - Dive Information.

Il Convegno ha avuto il patrocinio del Ministero Ambiente e del Ministro del Turismo, oltre che della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Taranto. Tra gli sponsor che hanno sostenuto l’ iniziativa della Fondazione si segnalano la Camera di Commercio di Taranto; Basile Petroli; la Cassa Edile della Provincia Jonica;  la Banca Popolare di Puglia e Basilicata; Raccomar Agenti raccomandatari marittimi della Puglia; Simav società di logistica e manutenzione; Mediterraneum Acquario di Roma e l’Associazione Expomed; Assosub, Associazione dei produttori subacquei, Coltri Sub azienda di attrezzature subacquee e MECQ, azienda di servizi.

 

Rassegna WEB

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