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Friday, 21 July 2017 15:07

Lions Taranto Host & Fondazione Michelagnoli

Palazzo Brasini dell’Idroscalo “Luigi Bologna” è stato l’attrattore turistico della visita dei membri del Lions Club Host Taranto e della Fondazione Michelagnoli alla Scuola Volontari Truppa Aeronautica Militare- SVTAM.

 
Visita a Palazzo Brasini.
Il Palazzo fu realizzato nel 1925 da Armando Brasini, architetto dallo stile eclettico, che più tardi realizzerà anche il Palazzo del Governo a Taranto e, nel corso del ventennio a Roma, l’ingresso dello Zoo di Villa Borghese, il ponte Flaminio e il Palazzo dell’Agricoltura all’Eur.
Celebri aviatori di quell’epoca Francesco de Pinedo e Italo Balbo e lo stesso Benito Mussolini furono ospiti illustri a palazzo Brasini.
In pietra di carparo, posto su un’altura che domina il mar Piccolo, il Palazzo è oggi pericolante e in attesa di lavori di consolidamento e recupero, e anche di una possibile futura destinazione come ad esempio auspicabile quella di un campus universitario. La visita è stata consentita solo dall’esterno e interdetta alla piena fruizione.  
Da Palazzo Brasini la visita è continuata poi  lungo viali alberati, dai quali si gode la vista impareggiabile del ponte di Punta Penna e del mar Piccolo, fino ad arrivare ad un grande piazzale al livello del mare con un vasto Hangar. Certamente un luogo storico e di grande fascino paesaggistico, che guarda a quella parte poco conosciuta del Mar Piccolo, il secondo seno, che costituisce un’altra importante parte del patrimonio naturalistico di Taranto. Tutto molto ben tutelato, ma sottratto alla fruizione generale se non opportunamente autorizzata. 
Queste considerazioni sono state riprese più tardi, dopo la visita, quando, riuniti nella sala Circolo, l’Amm. Fabio Caffio, presidente della Fondazione Michelagnoli, ha ricordato come sino a fine Ottocento era possibile costeggiare a piedi la lunga spiaggia di Mancanecchia, interrotta oggi dalla base militare dell’Aeronautica, di cui resta la memoria tramandataci da Giovan Battista Gagliardo  “….contrada posta tutta a vigne e ricca di verzieri e di ville….qui accorrono i Tarentini nelle notti di settembre e ottobre in occasione della pesca della sciabica per mangiare  sdrajati sul lido il pesce allora pescato, il quale passando immediatamente dal mare nella padella o sulle brage ha un gusto più squisito.”
Una parte di Mancanecchia è sopravvissuta nell’ambito del vicino parco comunale della pineta Cimino.
Il sito conserva ancora intatto il suo fascino di luogo simbolo della tarentinità e trasmette una sensazione di tranquilla armonia. Sotto pini ed eucalipti che giungono sino al mare si vedono ancora pali, corde e cozze poste a sciorinare e il silenzioso lavoro dei cozzaruli. 
 
 
Alcuni momenti della visita

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