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L’immigrazione irregolare nel Mar Mediterraneo

La necessità di sfuggire alle guerre e alle persecuzioni o alla miseria endemica delle regioni africane ha portato all'immigrazione irregolare via mare divenuta ormai particolarmente drammatica. Prova ne sono le continue partenze dalla Libia a volte accompagnate, purtroppo, da tragici naufragi mortali.

Il fenomeno dell’immigrazione irregolare presenta anche, tuttavia, riflessi sulla sicurezza interna dei Paesi di destinazione e la sua gestione deve perciò conciliare gli aspetti umanitari, ovviamente prioritari, con la necessità di controllare le frontiere e prevenire e combattere la criminalità.

L’Operazione Mare Nostrum della Marina Militare, lanciata dall'Italia a seguito della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, ha rappresentato un esempio significativo di gestione del fenomeno, avendo coniugato l’assistenza umanitaria con la prevenzione sanitaria e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La successiva Operazione Triton, gestita e finanziata dall'UE, con il coinvolgimento dell'Agenzia Frontex, è stata incentrata sul controllo delle frontiere esterne della Ue ma nello stesso tempo ha dato valenza prioritaria al Search and Rescue (SAR) vale a dire al salvataggio della vita umana in mare. Eguale l’impegno nel SAR dell’Operazione Eunavfor Med “Sophia” che si svolge avanti alla Libia con il fine di impedire le attività criminali di traffico di esseri umani e migranti.

L'impegno dell'Italia nel SAR è dimostrato dal fatto che la nostra Guardia costiera ha svolto funzioni di coordinamento, quale Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC), delle operazioni di soccorso in mare –cui la Marina Militare ha dato un ragguardevole contributo oltre alle Forze di Polizia ed alle navi mercantili private, Ong comprese- che hanno sinora interessato, nel solo quadriennio 2013-2016, più di 500.000 persone, tutte sbarcate in Italia.

Rilevante anche, nel quadro complessivo delle operazioni navali di salvataggio dei migranti, l’azione di prevenzione e repressione della criminalità in mare svolta dal Corpo della Guardia di Finanza.

La Tavola rotonda sul tema “L’immigrazione irregolare nel Mar Mediterraneo: aspetti giuridico-operativi”, organizzata dalla Fondazione Michelagnoli nell’ambito della propria attività di diffusione della cultura marittima, in sinergia con il Dipartimento Universitario Ionico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, ha trattato le tematiche con l’aiuto di esperti di diritto internazionale, di ufficiali della Capitaneria di Porto e della MMI.

Alla Tavola rotonda hanno partecipato il Prof. Avv. Antonio Leandro, Associato di Diritto internazionale all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e Direttore dello Short Master UNIBA-Legione Allievi Guardia di Finanza “Safety e Security in mare”, il Cap. di Vascello (CP) Claudio Durante, Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, il Cap. di Vascello (aus.) Francesco Chiappetta, già Vice Capo Reparto Operazioni dello Stato Maggiore Marina, il Colonnello GdF Antonello Maggiore, Comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari ed il Colonnello GdF Amedeo Antonucci, Comandante del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto e coautore del volume L’immigrazione irregolare via mare nella giurisprudenza italiana e nell’esperienza europea (Giappichelli ed. Torino, 2016)”. 

 

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