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La fotografia subacquea

Se provate a chiedere ad un subacqueo di indicare il punto più bello di una località marina dove ha passato le vacanze, lui vi porterà fuori in barca e vi mostrerà con tenerezza un tratto di mare, non distinguibile dagli altri: "Una secca fantastica - vi spiegherà - lì sotto ho fotografato delle cose bellissime". Sotto quella superficie uniforme di acqua azzurra, scintillante, increspata, agitata o persino grigia di pioggia che chiunque può osservare o percorrere su una barca, si nasconde la varietà di un mondo che è una fonte inesauribile di forme, colori, scoperte ed emozioni per chi voglia esplorarlo. Ed è proprio grazie alle fotografie ed ai filmati realizzati dai subacquei, che gli aspetti più tipici del mondo sottomarino sono diventati immagini familiari a tutti.

Solo l'uomo "sub" ha la fortuna di godere delle meraviglie del mondo sommerso, ma grazie alle foto che riporta in superficie, anche chi non ha questo privilegio riesce a conoscere ed ammirare la vita dei fondali marini. Vivere fotograficamente il mare, dunque, è un'occasione irripetibile che si offre all'uomo che va sott'acqua per realizzare e realizzarsi con le riprese e le foto che riemergono con lui. E la macchina fotografica o la cinepresa, se "gestite" non come uno strumento legato ad un consumismo delle immagini, può anche rappresentare un mezzo capace di offrire all'uomo notevoli stimoli, introducendolo in nuovi ambienti a contatto con la natura, dove egli potrà rientrare nella sua vera natura umana. La "carriera" di fotografo subacqueo può iniziare in apnea!

Chi si immerge con pinne, maschera e boccaglio, approfondirà le osservazioni del fondale, meta delle sue immersioni, motivato e stimolato dalla ricerca di particolari inquadrature e dal desiderio di documentare gli esemplari della fauna e della flora, ripresi direttamente nel loro habitat. Il pescatore che abbandona il fucile per catturare i pesci, con la macchina fotografica troverà certamente maggiori difficoltà in questo nuovo modo di cacciare, ma le sue prede avranno senza meno una vita ben più lunga, impressionate per sempre sulla pellicola. Certamente, con l'autorespiratore, fotografare o filmare sott'acqua, per alcuni aspetti diventa meno difficoltoso, perché consente all'operatore una più lunga permanenza sul fondo e quindi la possibilità di "organizzare" la ripresa del soggetto prescelto con maggiore calma e tranquillità. Ma c'è differenza tra la fotografia subacquea e quella terrestre? La differenza c'é e sta proprio "nell'acqua".

L'uomo normalmente, quando fotografa con i piedi ben piantati sul terreno, opera in un ambiente che non gli procura alcun problema di stabilità e di respirazione, potendosi concentrare completamente sulla ripresa fotografica. Sott'acqua, il subacqueo vive in un mondo diverso e non può dimenticare il comportamento e le norme che regolano l'immersione, per concentrarsi sull'uso delle macchine e sulla tecnica di ripresa modificata dall'ambiente liquido e dalle sue leggi fisiche, che trasformano la fotografia in "fotosub". Colori smaglianti, porzioni di mare abitato dalle sue piccole e grandi creature, foto con un pizzico di brivido per un soggetto con la grinta del predatore, immagini di particolare creatività per la presenza di una affascinante modella (sì, perché ci sono anche modelle subacquee): ma quanti si sono chiesti come si può realizzare una fotografia sott'acqua, in un ambiente che non è quello dell'aria?

La fotografia subacquea è pur sempre fotografia, ma una macchina fotografica o un flash subacqueo, in ogni caso, devono garantire una perfetta impermeabilità e resistenza alla pressione idrostatica esistente alle varie profondità in cui opera il fotosub. Circa cento anni fa, il francese Boutan riusciva a realizzare le prime immagini subacquee dopo aver progettato e collaudato uno speciale scafandro per un apparecchio fotografico d'uso terrestre; successivamente scriveva il primo libro sull'argomento: "La photographie sous marine". Ma da quella prima data storica, l'evoluzione della tecnica e delle attrezzature per questa affascinante attività è stata lenta ma continua. Arriviamo sino agli anni '60 quando l'ingegnere belga Jean Wauter progettò la Calypso Phot evolutasi poi nelle varie versioni della giapponese Nikonos. Questo apparecchio, per le sue caratteristiche di versatilità e leggerezza, ha contribuito in modo sostanziale alla diffusione della fotografia subacquea, sia a livello amatoriale che professionale.

La qualità delle immagini che questo sistema fotografico realizza è ascrivibile alle caratteristiche ottiche alla gamma dei suoi obiettivi, progettati appositamente per lavorare direttamente a contatto con l'elemento liquido. Di recente, è rinato un crescente interesse per le macchine fotografiche reflex automatiche con obiettivi autofocus di uso terrestre usate in una custodia stagna, grazie agli ingombri molto ridotti di questi scafandri, rispetto alle dimensioni di quelli realizzati in passato; e queste evoluzioni tecnologiche hanno ulteriormente aumentato le possibilità operative del fotosub e la qualità delle sue immagini. Come nella fotografia terrestre, per chi desidera fotografare solo per ottenere dalle proprie foto niente di più che buone immagini ricordo o la documentazione di ciò che ha visto nel corso di un'immersione, senza eccessive pretese qualitative, oggi ci sono anche piccole macchine automatiche con obiettivo fisso, di costo molto accessibile.

Tecnica esecutiva e conoscenza dell'uso delle attrezzature fotografiche, capacità di muoversi con tranquillità ed in assoluta sicurezza sott'acqua, sono doti indispensabili per raggiungere i migliori risultati. Ma in un ambiente dove la vita, il fascino delle forme, dei cromatismi e dei paesaggi provocano al visitatore terrestre sensazioni nemmeno immaginabili da chi non conosce il sesto continente, il fotosub si troverà nell'imbarazzo di scegliere dove puntare il suo obiettivo. A volte sono persino troppe le scene che il mondo del silenzio offre allo sguardo meravigliato di chi lo esplora, tanto da distrarlo e confonderlo proprio quando, invece, occorrerebbe molta concentrazione su quella che è certamente un'importante componente di una bella foto subacquea: la scelta e l'inquadratura dell'immagine da fotografare.

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